Bushwick il quartire dei murales

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I murales sono una certezza nella città di New York, nel senso che si trovano più o meno in ogni angolo, alla stregua dei negozi alla moda. Alcuni scompaiono dopo qualche anno per far posto ad altri, ma una cosa è certa, non mancheranno mai!
C’è però un’area di New York City dove la loro presenza è decisamente più numerosa ed è anche grazie alla street art che uno dei quartieri più pericolosi degli anni ’80 e ’90 è adesso visitabile senza grossi problemi. Sto parlando di Bushwick, un ex quartiere operaio a nord est di Brooklyn a poca distanza dalla più famosa Williamsburg che da il nome anche al terzo ponte che unisce Manhattan a Brooklyn.

Si arriva a Bushwick con la linea L della metropolitana, scendendo a Jefferson Street e subito veniamo proiettati dentro a colori e storie dipinte.
The Bushwick Collective è un’esposizione artistica permanente, dove vengono raccontate storie e speranze grazie alla street art. Il cambiamento del quartiere da malfamato a regno dell’arte di strada lo si deve proprio a Joe Ficalora che dopo la morte del padre all’inizio degli anni ’90, ha realizzato il sogno di rendere sicuro il quartiere e aprire la galleria d’arte dove vengono invitati artisti da tutto il mondo per realizzare opere nelle facciate di vecchi e spesso abbandonati edifici, facciate rese disponibili anche dagli stessi proprietari che abbelliscono così la struttura del loro edificio.
Adesso al posto di luoghi fatiscenti, sono nati locali alla moda e un’infinità di pareti che straboccano di street art.

Appena uscito dalla metro, mi sono subito ubriacato di colori, è quasi impossibile riuscire a vedere e fotografare tutti i murales; ce ne sono un’infinità, c’è anche da stare attenti a non allontanarsi troppo dalla zona centrale perché si percepisce subito che l’area è si sicura ma forse è meglio non esagerare e non allontanarsi troppo dal The Bushwick Collective, le cartine qui sotto dovrebbero aiutare anche voi a pianificare il vostro itinerario nel quartiere artistico di New York City.

Con questa mappa potrete capire come muovervi all’interno del quartiere e quali sono le strade principali da percorrere:

Un altro strumento utile per trovare i murales più famosi, anche se potrebbero essere stati sostituiti da altri visto che la street art è una forma d’arte volatile, è sicuramente la mappa qui sotto dove sono presenti anche alcune foto che aiutano la visita del quartiere, uno strumento davvero utile:

Specialmente per coloro che nutrono profonda passione per l’arte e non vedono l’ora di entrare in gallerie uniche come SOHO 20 Gallery, BogArt e Slag Gallery, la Street Art di Bushwick Collective si rivelerà come miele per le api, qui è anche presente la Bushwick Community Darkroom, tempio della fotografia analogica dove è possibile affittare una camera oscura, oppure prendere lezioni per imparare come sviluppare e stampare foto analogiche, mi viene in mente mio Babbo che sarebbe letteralmente impazzito in questo luogo.

Di sera ci sono molti locali alla moda, di giorno si può fare shopping nei negozietti portoricani e latino americani, o vintage come l’Urban Jungle (118 Knickerbocker Ave, Brooklyn) forse l’area hipster per eccellenza dove non mancano neanche ristoranti vegan come il Bunna Cafe o il Dun-Well Doughnuts (222 Montrose Ave, Brooklyn), insomma un modo diverso per vivere qualche ora fuori dal caos di Manhattan.

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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"

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