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Ho conosciuto Mauro un po per caso all’interno del gruppo Facebook “Quelli che…. la Route 66 …..” che amministro da qualche mese, ho visto alcune delle sue opere, ma sopratutto la sua sfrenata passione per gli Stati Uniti d’America e per la Route 66 che realizza in 3D!
Dei modelli 3D dei luoghi più iconici della Mother Road stampati in 3D, me ne sono subito innamorato.

Chi è Mauro

Mauro Colombo è originario di  Bergamo ha 51 anni e si definisce così:

Sono un grande amante degli States fin dal 1995, quando per la prima volta, ho viaggiato attraverso il Colorado, New Mexico, Texas e l’Arizona.
Purtroppo non godo di grandi introiti, quindi la possibilità di fare viaggi di questo tipo arrivano solo dopo qualche anno di risparmio, ma nel 2006 sono riuscito a coronare uno dei miei più grandi sogni: percorrere completamente tutta la Route 66, da Chicago a Los Angeles, a bordo di una Ford Mustang rossa.

Inutile dire che quell’esperienza, in qualche modo, cambia radicalmente la visione che si ha dell’America: si trasforma in amore puro.

Qualche anno fa’, invece, sono riuscito a far conoscere quel mondo che mi porto dentro a mia moglie, portandola per 3 settimane in auto lungo 8.000 km tra le meraviglie della California, dell’Arizona, del New Mexico, Texas, Utah e Nevada.
Ovviamente anche un bellissimo tratto lungo la Route 66, da Amarillo a Kingman; la colazione al Midpoint Cafè è assolutamente imperdibile!

L’anno scorso, grazie alle nuove tecnologie alla portata anche di chi non propriamente è del settore professionale, ho acquistato una stampante 3d e ho imparato a progettare, in particolare, locations rappresentative proprio della Route 66, proprio perché non ne esistono di acquistabili in tutto il mondo.

Ogni pezzo, così, è unico, progettato, disegnato, stampato e infine dipinto a mano.

Da Giugno del 2021 ho realizzato pezzi del Wigwam Motel di Holbrook, MidPoint Cafè, Roy’s Roger Motel, Jack Rabbit Trading Post, Giganticus Headicus, Cadillac Ranch, World’s Largest Pop Bottle, Twin Arrows, 66 Drive-In Theatre, Elmer’s Bottle Tree Ranch.
Ho realizzato anche una fantastica mappa personalizzabile di tutto il percorso della Route 66 lungo i suoi 8 Stati, con inserti di colori diversi per rendere ogni Mappa unica al mondo.

Sto continuando a lavorare su questa strada e, al momento, ho 3 progetti ancora aperti in fase di completamento… ma ogni giorno arriva un’idea nuova ed è difficile smettere.
Inutile dire che è per lo più la passione che mi guida, perché anche se i prezzi finali dei risultati sembrano piuttosto elevati, in realtà, faticano a coprire l’investimento di tempo e materiali per la realizzazione degli stessi.

Spero solo che possano essere apprezzati anche in Italia, dato che al momento, è solo appunto dagli States che mi arrivano soddisfazioni ed apprezzamenti!

La sua passione per la Route 66

Mauro come vedere è come me innamorato della Route 66, cosa che ci ha subito uniti. Ho pensato così di fargli una breve intervista per capire meglio come è nata questa originale idea di realizzare in 3D location famose della Mother Road.

  1. Come è nata la tua passione per la Route 66?
    Nel 1995, insieme a mio zio (più amico che parente), ho viaggiato per la prima volta negli States in una piccolissima avventura “On the Road” tra il Colorado, il New Mexico, Texas e Arizona.
    Mi sono immediatamente innamorato degli spazi, della gente, dell’atmosfera, della sensazione di sentirsi a casa nei Motel, delle piccole zone storiche delle città.In brevi tratti ho perfino percorso anche la Route 66, senza però saperne nulla… ma è stato affascinante.
    Così affascinante che qualche anno più tardi, sempre con il solito zio, abbiamo deciso di tornare a visitare quelle zone, ma stavolta ripercorrendo tutta la Route 66, da Chicago a Los Angeles.Ho avuto 8 mesi per preparare il viaggio; ho cercato di scavare a fondo sulla Route 66, sulla storia, sui luoghi più rappresentativi, sulla sua nascita e così mi è apparso un mondo nuovo, una magnifica storia che non avevo mai sentito e che mi ha letteralmente conquistato.
    Alla fine, siam partiti e a Chicago abbiamo trovato la nostra auto a noleggio: una Mustang rossa… esiste qualcosa di migliore per percorrere la Route 66?
    3 settimane sperduti nella Route, senza navigatori, senza prenotazioni, senza pensieri.Come non ci si può innamorare?
    E nel 2018 ho portato mia moglie a conoscere quei posti… un’altra volta sulla Route, da Amarillo e Santa Monica.
    Ora esiste solo un altro grande desiderio: tornarci.
  2. In poche parole hai espresso benissimo lo spirito e l’anima stessa della Route 66. Ha un fascino particolare che non lascia indifferenti e che anzi ci fa innamorare al primo miglio. Puoi raccontarci qualcosa di più su questo tuo primo viaggi completo sulla Route 66?
    Qualche aneddoto, qualche curiosità, la prima cosa che ti viene in mente appena senti le parole Route 66.
    Quando penso alla Route 66, non posso fare a meno di ricordare soprattutto la gente.
    Sembra sbucare direttamente dal passato, non tanto per come si veste o pettina, ma dagli occhi, dal sorriso, dalla premura e dalla gentilezza con cui ti accoglie. E più ci si sposta in direzione Ovest e lontani dalle grandi città, più questa cosa viene amplificata.Quando ho percorso tutta la Route 66, da Chicago, subito abbiamo spinto sul gas per avvicinarci il prima possibile alle zone del Texas, ove il clima (non solo metereologico) comincia davvero a farsi familiare.
    D’altronde, la Route 66 contiene talmente tante cose meravigliose che non basterebbero mesi per godersele tutte a pieno, quindi, per forza, con tempo limitato (noi l’abbiamo dovuta percorrere in 10 giorni), bisogna scegliere cosa vedere e cosa saltare.Sveglia prestissimo, per essere a bordo della Mustang già prima delle 8 e Guida EZ-66 con evidenziate le Side Attraction più desiderate.
    Poco fuori da Amarillo verto l’Ovest, ad Adrian, giungiamo al MidPoint Cafè.
    Lì, casualmente, una Troupe di giornalisti dei www.amarillo.com sta facendo un servizio proprio sulla Mother Road, ci vede arrivare con la nostra Mustang rossa e si rendono immediatamente conto che siamo stranieri, quindi ci vengono incontro e ci intervistano.
    Proprio lì, esattamente a metà del nostro percorso, certi che da lì in poi inizia la parte che più adoriamo (sono innegabilmente innamorato del New Mexico e dell’Arizona, soprattutto per i paesaggi).La prima cosa a cui penso quando sento Route 66?
    Una strada dritta che corre verso il tramonto, verso una nuova vita, allungando il tempo, immersa in paesaggi epici a cui non si può più rinunciare.
  3. Adesso capisco benissimo da dove proviene il tuo amore per la Mother Road che rendi tua Grazie alle opere che realizzi con la stampante 3D.
    Puoi parlarcene?
    So benissimo che questo mondo non è quello in cui si preme semplicemente il pulsante stampa, ma si crea letteralmente a sul cosa che prende vita dopo ore di lavoro.
    Con una stampante 3d a disposizione, tempo, un paio di portatili e un po’ di voglia di imparare e sperimentare (ogni piccola cosa nuova imparata non può far altro che accrescere la nostra esperienza), sono tante le cose che si possono fare.
    Dopo i primi esperimenti nel disegno 3d (che fino ad inizio 2021 non avevo tra le mie capacità), mi son subito detto “Sarebbe bello stampare qualcosa della Mitica Route 66” e mi son messo a far ricerche sul Web.
    Con mia grande sorpresa, mi son reso conto che nulla era a disposizione, a livello mondiale, sulla Mother Road.
    Mi si è accesa immediatamente una lampadina e ho iniziato il mio primo progetto: il Cadillac Ranch, appena fuori Amarillo (Texas), in direzione Ovest.
    Ho capito che non doveva essere un progetto molto complesso e in effetti è bastato qualche giorno per replicare le auto e il resto è venuto da solo.
    E’ stato più lungo, in effetti, il lavoro di post produzione (cioè una volta finita la pura stampa dei pezzi), perché tra colla, stucco e verniciatura, ci è voluta quasi una settimana per vedere finito il mio piccolo tributo al Cadillac Ranch.
    Una volta pubblicato su un famoso Gruppo americano della Route, anche lo stesso signor Hudson Marquez (uno degli artisti che realizzò quest’opera nel 1974) mi ha contattato da San Francisco e mi ha ringraziato personalmente per il tributo, complimentandosi per l’ottimo risultato.
    Una bella carica, insomma, che mi ha dato il giusto input per il secondo progetto, decisamente più complesso: il Wigwam Motel di Holbroock.
    Un luogo iconico, unico nel suo genere, portato a conoscenza anche dei più giovani anche dal fantastico tributo che Cars della Disney gli ha fatto con il “Cono Comodo”.
    E’ stato un progetto particolarmente complesso, non tanto per la dimensione (34cm x 25cm), ma per il numero di elementi che lo compongono.
    Partendo da un vecchio progetto di un Cono, da ricerche fotografiche, aerofotogrammetrie, ho cominciato a disegnare l’aera, poi i coni, gli alberi, e infine gli uffici, progettandone anche l’illuminazione a led.
    Alla fine ci è voluto un mese per completare il Wigwam Motel… ma il risultato è stato decisamente unico.
    E da lì, poi, ho proseguito a lavorare sempre su nuovi tributi che, attualmente, sto ancora progettando e stampando.
    Al momento sono al lavoro su due progetti molto complessi che mi stanno impegnando più del previsto, su cui dovrò studiare parecchio per aumentare le mie capacità di disegno 3d.
  4. Hai progetti di viaggi per il futuro?
    Mi piacerebbe conoscere le tue idee e magari prendere spunto.
    Il grande desiderio mio e di mia moglie è di tornare negli States visitando tutta la zona Est, quindi da New York sù verso le Niagara Falls e poi giù ancora tra Washington, Philadelphia verso Miami, per poi costeggiare fino a Houston, passando per New Orleans.E’ innegabile che l’avventura di una vacanza “On The Road” (cioè spostarsi continuamente per visitare più luoghi) è più interessante delle solite ferie passate nel Centro Vacanze o alla spiaggia di Varazze.Purtroppo viaggiare costa parecchio e risparmiare diventa sempre più difficile, ed è per questo che abbiamo intrapreso una nuova strada sognando nuove avventure e lasciando gli USA a quando ce lo potremo permettere.
    Stiamo quindi organizzandoci per altri due grandi viaggi che intendiamo fare al più presto: il primo è tutto il Nord Europa fino a Capo Nord, il secondo è visitare tutto il Regno Unito.
    E per farlo, a questo punto, ci siamo organizzati bene.L’anno scorso, dopo mesi e mesi di ricerche, abbiamo acquistato un Minivan Westfalia (un Mercedes W638) completamente allestito, con riscaldamento, lavandino con serbatoi di acque chiare e grigie, letto, frigorifero, fornelli.. e questo ci permetterà di fare una vera vacanza On The Road anche in Europa, senza troppo preoccuparci di trovare un luogo ove pernottare, dandoci la libertà di svoltare a destra o a sinistra a seconda di cosa più ci attira.
    Non appena tutta questa emergenza e queste restrizioni si allenteranno, partiremo a tempo indefinito (magari un mese o poco più) e torneremo solo quando saremo stanchi e avremo nostalgia di casa.
    Sarà un po’ come portarci dietro la casa e sarà tutto più intimo, oltre che renderci più liberi ed indipendenti. Abbiamo già sperimentato questo nuovo tipo di vacanza (nuovo almeno per noi) quest’estate, muovendoci lungo la nostra stupenda penisola e ci siamo trovati davvero molto bene.
    Ora non vediamo l’ora di ripartire!
    Ma la soddisfazione di avere sulla scrivania un pezzo che ti ricorda i posti in cui hai lasciato il cuore, non ha decisamente un prezzo…
  5. Hai un sito web di riferimento dove vendi le tue opere?
    Ho un Sito web personale (www.ilkawa.com) che l’anno scorso ha subìto un pesante attacco da un Hacker, distruggendomi tutto il lavoro di anni… l’anno scorso l’ho ripreso e i contenuti pian piano torneranno…
    Mentre per tutti i miei lavori relativi alla Route 66, ho creato la Pagina Facebook Route66FanArt dove potete trovare tutte le mie creazioni.

Grazie Mauro per averci portati con te nel tuo mondo, nella tua Route 66 che come amo definirla io è qualcosa di personale che ognuno di noi si porta dentro.
Concludo segnalandovi il suo libro dove racconta il viaggio nella West Coast, una pubblicazione che potete trovare su Apple Books semplicemente cliccando qui.

Una guida che ripercorre il suo viaggio con dettagli utili, informazioni, mappe e un occhio di riguardo per i diversamente abili che grazie ai consigli di Mauro potranno ricevere informazioni indispensabili per ripercorrere un viaggio nella costa ovest degli Stati Uniti d’America.

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