I Guardian Angel di New York City

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foto: Bruce Davidson
I GUARDIAN ANGEL sono apparsi per la prima volta nella metropolitana di New York nel 1979 nel tentativo di reprimere i crescenti livelli di violenza. Come in tutta New York, la criminalità dilagava nella metropolitana negli anni ’70.
Furti, rapine, sparatorie e omicidi divennero frequenti, i vagoni della metropolitana erano molto spesso dipinti con graffiti o danneggiati da atti vandalici sia all’interno che all’esterno.
Poiché il dipartimento di polizia di New York City era stato completamente sopraffatto, le persone reagirono evitando di usare la metropolitana. Intorno al 1980, l’affidabilità dei veicoli era disastrosa e il 40% della rete richiedeva limitazioni di velocità.
Il sistema della metropolitana divenne così il simbolo più devastato del degrado urbano di New York, considerato non controllabile e pericoloso anche per i pendolari più esperti. Nel 1979, un gruppo di residenti arrabbiati, guidati da Curtis Sliwa, iniziò a prendere in mano la prevenzione del crimine, indossando berretti rossi, assomigliando molto a una banda criminale e chiamandosi Guardian Angel.
I loro membri erano per lo più giovani, neri e latini, che avevano evitato la vita di gruppo nei loro stessi quartieri per migliorare la loro città. venivano identificati grazie ai loro berretti e giacche rossi o alle magliette bianche con il logo dei Guardian Angel con un occhio all’interno di una piramide su uno scudo alato.
Sebbene la loro presenza fosse spesso appariscente, molti newyorkesi si sentivano sollevati nel vedere i giovani muscolosi con il berretto rosso quando salivano a bordo del treno, sopratutto di notte. Ben presto gli Angeli, oltre 500 in totale, pattugliarono le strade della città, la loro formazione e audacia sostituì presto le autorità ufficiali della città.
foto: Oliver Morris
Guardian Angles disponeva di un sistema davvero interessante per verificare se c’era un problema in un particolare vagone: Quando il treno si fermava in una stazione, ogni membro faceva capolino dalla porta della metropolitana aperta e se si accorgeva che una delle porte era incustodita, significava che qualcuno aveva bisogno di rinforzi.
Questa foto è stata scattata dal fotografo Bruce Davidson che rievoca l’atmosfera di paura e terrore che accompagnava i suoi viaggi quotidiani nella metropolitana di New York nei primi anni ’80:

“Mentre scendevo le scale della metropolitana, attraversavo il tornello e raggiungevo la banchina oscurata della stazione, un senso di paura mi attanaglia. Sono diventato vigile e mi sono guardato intorno per vedere chi poteva essere in attesa, in attesa di attaccare. La metropolitana era pericolosa a qualsiasi ora del giorno e della notte… I passeggeri sulla banchina mi guardavano, con la mia costosa macchina fotografica al collo, in un modo che mi faceva sentire un turista o una persona squilibrata”.

È stato solo negli anni ’90 che la criminalità nella città e nella sua metropolitana è diminuita in modo significativo e gli “angeli custodi” non sono diventati più necessari.

Se vuoi conoscere tutti i segreti della metropolitana di New York City, ti consiglio questo articolo


 
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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. Nel 2021 è diventato USA AMBASSADOR, specialista of the United States of America, un riconoscimento prezioso di Visit USA Italia. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio ovunque la vita vi porti!"

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