Il borgo fantasma di Celleno

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Il borgo fantasma di Celleno si trova vicino Viterbo, tutelato dal FAI, è stato per noi un’autentica sorpresa!

È stato in gran parte ristrutturato, anzi direi che è stata fatta un’opera di conservazione davvero ben eseguita.
Alcune aree sono ancora e a ragione in stato di abbandono, ma tutta la zona centrale è visitabile e offre spunti interessanti, anche grazie all’aiuto di volontari che ciclicamente organizzano piccole mostre ed eventi, il tutto gratuito.

Il centro del borgo

Durante la nostra visita abbiamo ammirato alcune moto d’epoca esposte nella piazza principale e una mostra di apparecchi radio e musicali davvero interessante, una raccolta di oggetti vintage di tutto rispetto. Un volontario raccontava storia e funzionalità di ogni oggetto esposto.

Celleno è diviso in due nuclei: il borgo storico millenario con il castello che viene identificato proprio come il borgo fantasma e un abitato più moderno nato a partire dagli anni trenta del XX secolo quando, a causa di alcune frane venne abbandonato il nucleo originario.

La storia del borgo

Il 18 marzo del 1951 il Consiglio Comunale ordinò di sgomberare il vecchio abitato, destinandolo a un lento declino fino a quando non è stato deciso di ristrutturarne una parte rendendo fruibile ai turisti, realizzando anche delle installazioni che raccontano la storia del borgo e la vita dei suoi abitanti che negli anni hanno speso gran parte della loro vita in piccole botteghe, cantine e fondi oggi visitabili.
Vi consiglio di passeggiare dentro queste piccole strutture per rivivere la vita semplice degli anni passati.

Un’esperienza davvero bella resa ancor più apprezzabile dalla presenza di 3 simpatiche caprette recuperate e salvate e che adesso danno felicità al borgo fantasma.
Resta solo il rammarico della mancata ristrutturazione della Cattedrale che si trova nella parte ancora oggi danneggiata del vecchio borgo, di cui restano solo alcune tracce. Molto suggestiva nel suo abbandono con ancora visibili alcuni vecchi affreschi che si affacciano da dietro mucchi d’erba. Purtroppo il tetto della navata è completamente crollato, ma il suo fascino è ancora oggi immutato.

Poco distante dal borgo fantasma, si trova anche Sant’Angelo che con i suoi murale offre la possibilità di entrare dentro le fiabe. Quest’ultimo raggiungibile anche a piedi grazie a un percorso che unisce i due borghi.

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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. Nel 2021 è diventato USA AMBASSADOR, specialista of the United States of America, un riconoscimento prezioso di Visit USA Italia. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio ovunque la vita vi porti!"

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