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Un’altra icona della Route 66 ci ha lasciato.

Il 13 gennaio 2026, a 85 anni è scomparsa Andrea Pruett, storica proprietaria del Bagdad Café di Newberry Springs, in California. Un luogo che non è solo una tappa sulla Mother Road, ma un frammento di cinema, musica e immaginario collettivo.

In origine si chiamava Sidewinder Café: il “vero” Bagdad si trovava più a est, verso Amboy, in una comunità oggi praticamente scomparsa. Dopo l’uscita del film di Percy Adlon negli anni ’80, Andree decise negli anni ’90 di ribattezzarlo con il nome che lo avrebbe reso immortale.

La sua storia sembra uscita da una sceneggiatura: stava lasciando Los Angeles con il sogno di una fattoria e… di allevare struzzi, quando si fermò per un hamburger che definì “il più buono della sua vita”. Il locale era in vendita, e tra marito e figlio la convinsero a comprarlo. Da quel momento, il deserto del Mojave divenne casa sua.

Il Bagdad Café è poesia su asfalto: un film che racconta l’amicizia improbabile tra due donne e una colonna sonora, “Calling You” di Jevetta Steele, che ancora oggi riecheggia nella testa di chi percorre la Route 66. Amatissimo in Europa, soprattutto in Francia, dove è diventato un vero cult.

Negli ultimi anni il café non serviva più cibo, ma continuava a vivere tra magliette, souvenir e racconti di viaggio.

Oggi salutiamo Andrea Pruett, custode di un luogo che per tanti viaggiatori – me compreso – non è mai stato solo una sosta, ma un’emozione nel cuore del deserto.

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