Route 66 answers by Roamin Rich

Tempo di lettura: 4 minuti


Ho conosciuto Roamin Rich guardando i suoi video dalla Route 66, spesso registrati col drone o a bordo della sua auto mentre viaggia lungo la Mother Road. Da lui ho appreso molte informazioni sopratutto su luoghi nascosti, sconosciuti o fuori dalla normale rotta di chi percorre la Route 66.

Negli anni si è prodigato a mantenere vive location storiche, spesso ristrutturandole grazie all’aiuto di altri volontari e realizzando lui stesso alcuni dei famosi loghi stampati sulla strada che accompagnano i viaggiatori lungo le infinite tappe giornaliere. Un’opera davvero impegnativa per Roamin che porta avanti da anni. Ha salvato alcuni luoghi storici raccontando tutto nel suo sito web che vi invito a visitare.

Da un po di anni riveste l’importante ruolo di presidente della Route 66 Association of Missouri.
In questa intervista mi è piaciuta sopratutto una frase:

Alla fine, se capisci cos’è la Route 66, diventa uno stile di vita…

Roamin suggerisce “Rendilo il viaggio della vita“, per me lo è stato, mi ha letteralmente cambiato e spero possa farlo con chiunque percorra la vecchia Route 66 conoscendo e incontrando persone che negli anni diventeranno amici, “amici per la vita” come mi disse Gary della Gary’s Gay Parita e come scrive anche Roamin alla fine di questa intensa intervista.

 

Ecco qui le risposte di Roamin Rich:

1. Cosa è per te la Route 66?

Cosa significa per me la Route 66?
La Route 66 è un intero spettro per me. La sua storia. È una comunità affiatata.
È una strada. È un’enciclopedia vivente.
Alla fine, se capisci cos’è la Route 66, diventa uno stile di vita…

2. Se pensi a questa strada quale è la prima cosa che ti viene in mente?

La prima cosa a cui penso quando penso alla Route 66 è come  abbia toccato così tante persone in tutto il mondo e nel tempo.
Penso alla libertà e a quanto sia in sintonia con il mio spirito.

3. Hai un aneddoto curioso legato alla Route 66, una storia che vuoi condividere con noi?

Mi dispiace non poter rispondere a questa domanda.
Non è perché non ho un aneddoto divertente, perché so di aver avuto un sacco di bei momenti.
Sono così magro in questi giorni che faccio fatica a stare al passo o a pensare con lucidità.
Il miglior ricordo che mi viene in mente è stato quello di schivare i lunghi buoi in Texas con Nick Gerlich e Gary Daggett. Abbiamo camminato per 10 miglia attraverso un ranch su un allineamento orfano della 66 in Texas (cerchiamo sempre di vederlo TUTTO).
A circa ¾ del percorso abbiamo incontrato dei tori aggressivi, ma abbiamo anche visto un camion del ranch in vista. Non volevamo farci notare ma non volevamo nemmeno lottare con i tori.

Abbiamo dovuto correre su un vecchio cavalletto della ferrovia per evitarli. Era snervante camminare su quelle vecchie assi di legno. Abbiamo tutti pensato alla scena del treno in arrivo nel film “Stand by me“.
Non c’era alcuna possibilità che venissimo investiti da un treno, ma stavamo sfidando il destino camminando attraverso un ponte ferroviario di oltre 100 anni con tori arrabbiati che potevano incornarci e allevatori che potevano spararci o farci arrestare.
Bei tempi. Ne siamo usciti illesi e lo rifarei subito.

4. Quale è il tuo luogo preferito lungo la Route 66?

Il mio posto preferito su tutta la Route 66 è Labajada.
È crudo. Le persone hanno attraversato la scarpata per secoli, ma rimane ancora oggi intatta.
Quasi nessuno si prende il tempo per visitare questa terra sacra (letteralmente). È così tranquillo là fuori e mi manca ogni giorno.

5. Se pensi a un film, a una canzone e a un libro legato alla Route 66, quale ti viene in mente?

Searching for 66” di Tom Teague è probabilmente uno dei migliori resoconti della Route 66 che ho letto, perché il viaggio di Tom è quasi identico al mio.
Tom decise di trovare nell’autostrada tutte le storie che questa poteva inventare, ma quello che ha trovato io è stato addirittura prolifico.

I miei film preferiti relativi alla Route 66 sono ovviamente Grapes of Wrath e American Graffiti, questo non è necessariamente un film sulla Route 66, ma incarna come è stato crescere da adolescente negli anni di gloria.
Alla mia età, sono stato in grado di cogliere la fine degli anni gloriosi di questa strada e ancora sperimentare crociere, salire su auto, inseguire ragazze, litigare e qualsiasi altra cosa che i bambini avrebbero inventato per curare la loro noia.

Eravamo umani. Niente di elettronico ci dettava o ci controllava. Siamo stati l’ultima generazione a sperimentare cosa significa essere semplicemente umani senza distrazioni. È stato meraviglioso. American Graffiti almeno mi offre uno scorcio dei miei vecchi ricordi.

6. Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere un viaggio nella Route 66 da Chicago a Santa Monica?

Le persone che stanno facendo viaggi sulla 66 dovrebbero chiedersi quale sia il loro motivo. Se vogliono solo fare quello che io chiamo affettuosamente “drive by shootings“; quando si fermano in macchina, abbassano il finestrino e scattano qualche foto. Queste persone non capiranno mai la Route 66.
Sbrigati e vai avanti. Non seguire il mio consiglio o nessun altro. Pensi di averlo già capito tutto.
Saranno i primi a vantarsi con chiunque quando affermeranno che “hanno fatto tutto”, ma a queste persone manca completamente il vero senso della US66.

Per le persone che vogliono ottenere il massimo dal loro viaggio, ho questo consiglio: non pianificarlo.
Aspettati di non arrivare così lontano quanto pensi che dovresti. Sii spontaneo. Segui i tuoi sentimenti istintivi. Se vuoi fermarti e controllare qualcosa, fallo!
Sii un turista, non un destinatario (sì, io invento le parole ma tu ne capirai il significato). Riesco a individuare facilmente chiunque abbia percorso la Route 66 nel modo giusto: non importa se hanno percorso o meno tutte le 2400 miglia, tornano sempre indietro per averne di più.

Rendilo il viaggio della vita.
Capire la Route 66 significa rendere i ricordi e gli amici duraturi per tutta la vita. Se lo farai bene, desidererai ardentemente di tornare là fuori ogni volta che potrai.

Qui sotto altre 3 splendide foto di Roamin Rich che ringrazio per aver aderito a questo progetto di promozione della Mother Road in Italia “6 questions, 6 answers about Route 66“.


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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. Nel 2021 è diventato USA AMBASSADOR, specialista of the United States of America, un riconoscimento prezioso di Visit USA Italia. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio ovunque la vita vi porti!"

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