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Tra le tante storie romantiche e dimenticate che costellano la vecchia Route 66, Ed’s Camp è una delle più affascinanti: un piccolo paradiso nel deserto, un’oasi per viaggiatori e un luogo intriso di leggende locali.

Origini e nascita

Lowell “Ed” Edgerton, originario del Michigan, si trasferì nella zona del nord-ovest dell’Arizona all’inizio del 1900 per motivi di salute. I medici gli consigliarono un clima secco per problemi respiratori. All’inizio si dedicò alla mineraria, ma ben presto intuì che servire i viaggiatori lungo la futura Route 66 sarebbe stato più redditizio.

Acquistò una proprietà nota come Little Meadows, ai piedi delle Black Mountains, e costruì un trading post, un café, una stazione di servizio, cabine e spazi per tende o roulotte. Era un luogo spartano, ma accogliente: una veranda, un prato e tutto ciò che serviva ai viaggiatori per fare rifornimento e riposare.

L’epoca d’oro

Con la creazione ufficiale della Route 66 nel 1926, Ed’s Camp diventò una tappa importante per automobilisti, autobus e camionisti. I servizi erano essenziali ma sufficienti: rifornimento di benzina, pasti al Kactus Café, acqua a secchio e spazi per campeggio. I viaggiatori potevano dormire nelle proprie auto, in tenda o in cabine.

Ed era anche un appassionato di minerologia e geologia, e spesso portava con sé i visitatori o i giovani aiutanti a raccogliere minerali nella zona circostante.

La storia di Jim Hinckley

Uno dei racconti più affascinanti legati a Ed’s Camp è quello di Jim Hinckley, giornalista e narratore della Route 66, amico e collaboratore che ho incontrato più volte a Kingman. Secondo i suoi ricordi personali, il suo primo lavoro retribuito fu proprio a Ed’s Camp, dove lavorava da giovane aiutando Ed.

Hinckley si occupava di irrigazione, ortaggi e frutta (pomodori, meloni, persino pere e albicocche), manutenzione delle cabine e dei piccoli spazi comuni. Ed lo portava anche in esplorazioni nel deserto per raccogliere minerali o sistemare tubazioni e sorgenti. Quell’esperienza lasciò un segno profondo su di lui e consolidò la sua passione per la storia e la cultura della Route 66.

Io e Jim a Kingman (Arizona)

Sebbene le memorie di Hinckley siano la principale fonte di questa informazione, i racconti sono coerenti e ripetuti nel tempo, e costituiscono una preziosa testimonianza della vita quotidiana a Ed’s Camp.

Declino e abbandono

Negli anni ’50 la Route 66 fu riorientata e il traffico diminuì notevolmente su quel tratto, togliendo clienti preziosi a Ed’s Camp. Con il tempo, le strutture furono abbandonate, e Ed visse lì fino alla sua morte, il 7 settembre 1978, all’età di 83 anni.

Oggi la proprietà è in rovina, con ruderi delle cabine, la veranda sbiadita e i segni del tempo ben visibili. Nel 2025 la proprietà è stata messa sul mercato, un ricordo tangibile di un’epoca in cui il viaggio lungo la Route 66 era un’avventura piena di incontri unici.

L’eredità

Ed’s Camp resta un simbolo di come la Route 66 abbia modellato vite, storie e sogni di chi viaggiava e di chi vi lavorava. Le memorie di Jim Hinckley aggiungono un tassello umano: non solo un luogo geografico, ma un pezzo di vita vissuta, di curiosità, lavoro e scoperta nel cuore del deserto dell’Arizona.

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