
A volte penso che la mia concezione di spazi e distanze sia particolare. Tipo, se dico che vado fino a Roma perché tanto devo andare a Firenze (partendo da Verona), molta gente rimane un po’ perplessa. Ma tant’è. Ho fatto così. Ho preso il giro largo e prima di andare a Firenze sono arrivata fino in Lazio. Avevo cose da fare e vedere anche lì, meglio così che fare due giri. Valsa la pena? Certo!
Piadina in zona Cesena per pranzo, in un posto in mezzo al nulla. Non ricordo come ne sono venuta a conoscenza, ma mi domando come l’abbia scovato la persona da cui ho reperito l’info, chiunque sia. In ogni caso, una bella chicca! Si chiama Boutique della Piadina e il nome secondo me trae un po’ in inganno: è un baracchino dalle vibe super rilassate.
Puoi prendere il tuo pasto da portar via oppure sederti in una saletta e mangiare con calma.
Il menù offre piadine, crescioni, rotoli, gnocchi aperti… e talmente tante opzioni vegane che non sapevo più cosa scegliere. Alla fine mi sono lasciata convincere dagli ingredienti della piadina Roma. Visto che una meta di questi giorni sarà anche la nostra capitale, l’ho preso un po’ come un suggerimento dell’universo.



Breve intoppo autostradale all’altezza di Terni, ma arrivo a Ronciglione nemmeno troppo tardi rispetto al previsto.
Peccato il sole stia calando perché so che mi sto perdendo tanto. Gli occhi fremono. Calma ragazzi, domani sicuramente in qualche modo si recupera. Quello che riesco a capire della zona e dell’alloggio che ho scelto già mi incuriosisce molto.
Doccia e via, direzione lago di Bracciano.
È da tanto tempo che punto il Ristorante Agrolago, finalmente ce l’ho fatta. Di nuovo mi dico che devo tornare con la luce, e in questo caso anche con temperature che mi permettano di mangiare fuori e godermi la vista.
Ma il cielo è terso e mi godo lo stellato prima e dopo la cena.
Ecco, la cena. Che bellezza quando le aspettative non vengono minimamente deluse. Benvenuto, antipasto, primo, secondo e dolce: sapori e combinazioni diversi che hanno mantenuto il livello complessivo costante. Alto.
- Come amuse bouche arriva un cremoso di anacardi con scalogno caramellato (matrimonio tra due delle cose che stanno in cima all’Olimpo delle mie preferenze culinarie)
- Supplì (l’antipasto volevo saltarlo, ma questo era un fuori menù, e vuoi non mangiare un supplì vegano a Roma?)
- Fusilloni trafilati al bronzo (di produzione del ristorante) con pesto invernale di cavolo nero e cremoso di anacardi, serviti con polvere di pomodori datterini
- Funghi cardoncelli alla romana con olive taggiasche ed erbe aromatiche su salsa di sedano rapa e cracker al rosmarino (mi dicono che piace così tanto che non riescono a toglierlo dal menù)
- Cannolo di sfoglia farcito con crema chantilly (e che crema), servito con frutti di bosco
Mi alzo da tavola estremamente contenta, prontissima per lanciarmi a letto.






La mattina mi svegliano degli uccellini decisamente mattutini. Combatto un po’ l’arrivo del giorno, poi approfitto per alzarmi presto ed esplorare la struttura che mi ha ospitato, La Canonica dei Fiori. O Anna Fendi Country House. O Villa Fendi Venturini. Il nome preciso mi sfugge, ma per andare al succo, è una villa dallo charme di altri tempi. Non sono brava a dare collocazioni precise in termini di secoli ed epoche, e non riesco a reperire informazioni certe, ma il sapore è quello del lusso di una casa di campagna storica.
Come ufficio per la mattina mi sembra un’ottima location.
Riesco anche a fare una rapida passeggiata tra le pittoresche viuzze secolari di Ronciglione. Giusto il tempo di innamorarmi. Poi via, direzione Roma, che l’ufficio per il pomeriggio sarà poco fuori il raccordo anulare.




Rapido passaggio al B&B che mi accoglierà per la notte e poi via, direzione ufficio del pomeriggio: Snug! È il luogo perfetto per chi ama le atmosfere dei telefilm americani, i diner statunitensi e alcuni dei più noti classici culinari che servono. In particolare i dolci. Pie, cheescake, cookies, muffin, brownie, cinnamon roll…
Ma ci sono anche proposte salate come gli ormai noti bagel o il Philly Cheesesteak. Il tutto, ricreato in chiave plant based! Fantastico, no?
Il piano era prendere un caffè e una fetta di torta, ma quando ho visto la vetrina del bancone e iniziato a leggere il menu… avrei voluto assaggiare mille cose! Quindi è finita con un Philly Cheesesteak e Cheescake con caramello. Un’americana a Roma. Con comfort food statunitense al posto degli spaghetti del mitico Albertone (tanto con la pasta ho recuperato il giorno dopo in centro citta…).





Insomma, il pomeriggio da nomade digitale è passato rapidamente tra un boccone salato e uno dolce. Per cena so già che il mio corpo mi chiederà verdura. Ma a quello ci penserò dopo. Ora è ora di chiudere il computer e spremere il massimo dagli ultimi momenti di luce.
Torno a godermi la libertà che mi donano le mie quattro ruote (che per quanto mi riguarda sono ali) e mi lancio in una guidata tra i Castelli Romani e intorno al Lago Albano.
Scendo dall’auto solo un paio di volte, giusto per intravedere il mare alle luci del crepuscolo e i paesini sul lago quando le luci sono solo quelle delle stelle e dei lampioni, riflessi sull’acqua.

Un’altra giornata bella imbottita. Occhi sazi. Stomaco pieno. La verdura di prima però sì, quella ci sta. Arriva sotto forma di minestrone del supermercato. Si fa quel che si può.
Domani mi aspettano tanti passi a Roma e tanti chilometri in auto verso Umbria e Toscana.