Weekend al Lago di Garda

Devo ammetterlo, sono rimasto positivamente colpito dalla tendenza vegan friendly del Lago di Garda, ero già stato qui qualche anno fa, ed in questa nuova visita ho avuto conferma della tendenza positiva intrapresa nei confronti del mondo vegan.
L’unica nota parzialmente negativa è stato l’Agriturismo Corte La Sacca dove abbiamo soggiornato, molto bello ed accogliente, ma ahimè per niente preparato a chi come noi a colazione non usa prodotti di provenienza animale.
L’alternativa che vi consiglio è l’Hotel Gabry una delle poche strutture eco sostenibili che offre anche cucina vegan, non mancherò di visitarlo la prossima volta.
Visitare il lago è molto semplice, basta organizzarsi per fare il giro da est o da ovest, come preferite, e percorrere la strada lungo lago che senza grosse difficoltà vi permetterà di visitare i maggiori punti di interesse, tenete però presente che il traffico e la scarsità di parcheggi potrebbero mettere a dura prova i vostri nervi, abbiamo avuto difficoltà a trovare parcheggio anche con la moto.
Potete girare tutto il lago in una giornata, magari dedicando il secondo giorno alla visita dei luoghi che vi sono piaciuti di più, oppure se avete la moto vi consiglio di scoprire Tremosine e la Strada della Forra, spettacolare ed affascinante.

Tralasciando i parchi divertimento presenti in tutta la zona, ci siamo concentrati, anche questa volta, sulla visita dei paesi più caratteristici partendo da Peschiera del Garda dove la sera abbiamo cenato al Vecchio Mulino Beach, posto favoloso con ottime scelte vegane, nonostante il locale sia piuttosto alla moda, proprio sul lago, i prezzi sono onesti ed il cibo di ottima qualità.

Peschiera del Garda

Il giro prosegue poi verso Lazise, dove è presente anche un bar per Harleysti, il Pacheca Bar, da qui proseguendo verso nord siamo arrivati a Bardolino, uno dei paesi secondo me più belli di tutto il Lago di Garda, consigliata anche la visita del Museo dell’olio aperto nel 1988 offre la possibilità di acquistare ottimi prodotti e visitare, forse, l’unico luogo in Italia che mantiene viva la storia di un prodotto così legato alla cultura del nostro paese.
A Bardolino abbiamo pranzato al La Loggia e La Barchessa Rambaldi posto accogliente con alcune scelte vegan nel menu, abbiamo mangiato bene con prezzi nella media.

Le successive tappe obbligatorie sono Riva del Garda (dove potete mangiare all’Officina Verde), Linone sul Garda favoloso ed affascinante con la sua tradizione legata ai limoni ed ai prodotti derivati.

Scendendo ancora ricordatevi Tremosine e la Strada della Forra arrivando fino alla Terrazza del Brivido per godere di un panorama unico sul lago.

Terrazza del Brivido

Salò dove poco prima potete visitare il Vittoriale degli Italiani ed Il Giardino Botanico Fondazione Heller, poi Desenzano del Garda e la splendida Sirmione per finire la giornata cenando alla Pizzeria Scaligeri’s con ottime scelte vegan, comprese pizze e burger, proprio a lato della Rocca Scaligera.

Se invece preferite del cibo etnico, vi consiglio un ristorante a Garda che si chiama Thai Orchidee, proprio lungo la strada principale. Abbiamo trovato personale molto cordiale e preparato che ci ha proposto pietanze vegan cucinate al momento in base alle nostre richieste, cibo davvero ottimo.
Noi abbiamo pranzato qui il secondo giorno, dopo aver visitato la zona del parco del Micio poco sotto il Lago di garda, vi consiglio di girarla tutta e se potete dedicare un’oretta alla navigazione partendo da i Barcaioli del Micio dietro allo splendido Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie a Grazie (MN).
Da qui aquistando un biglietto di pochi euro potrete fare una navigazione sul Mincio ammirando la vegetazione lussureggiante e fare conoscenza di molte specie animali.

Insomma, sul Lago di Garda non ci si annoia mai, anzi probabilmente non c’è abbastanza tempo per visitare tutto; anche questa volta abbiamo lasciato fuori dal nostro giro Le Marmitte dei Giganti ed il Sentiero panoramico Bussate Tempesta vicino a Riva del Garda, sarà per la prossima volta…

 

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Roberto Rossi
ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"
Roberto Rossi

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2 thoughts on “Weekend al Lago di Garda

  1. Un b&b vegan più giù, dalle parti di Sirmione…? Io abito vicino a Riva, quindi mi serve un posto più lontano, sul lago.. grazie!!

    • Ciao Marina, dalle parti di Sirmione non ne conosco purtroppo anche se abbiamo avuto una segnalazione riguardo al Meublè Adriana che però non abbiamo mai visitato, ti segnalo sul lago anche il B&B Vegan La Casota a Torbole

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