
È con grande entusiasmo che vi porto oggi una notizia di valore non solo storico, ma profondamente personale: il Illinois State Museum (ISM) ha da poco reso accessibile online un archivio straordinario, frutto del suo Route 66 Oral History Project: 100 interviste orali dedicate alla leggendaria Mother Road in vista del suo centenario nel 2026.
In tale progetto ho avuto l’onore di partecipare anch’io con un’intervista e desidero raccontarvi il perché di questo contributo, cosa significa per me e quale messaggio vorrei trasmettere attraverso questo “nuovo archivio” umano della Route 66.
Indice
Perché è importante questo progetto
La Route 66 — inaugurata nel 1926 — è da tempo più di una semplice strada: è simbolo di libertà, di spostamento, di sogni americani.
L’ISM, con il suo progetto, raccoglie testimonianze di persone che hanno vissuto, lavorato, viaggiato lungo la Mother Road, ma anche di chi oggi la preserva, la interpreta e la porta avanti come elemento di cultura e turismo.
Tra gli elementi salienti:
- Le interviste sono disponibili in video e con trascrizione mondiale ricercabile.
- Gli interlocutori spaziano da chi viaggiava da bambino in famiglia sulla Route, a chi la pattugliava come agente, passando per chi gestiva locali e attrazioni lungo il percorso.
- L’obiettivo non è solo storico-documentario: è far emergere dettagli, emozioni, storie non scritte nei libri — un patrimonio vivo di voci e vissuti.
In un’epoca dove spesso prevale il digitale e l’istantaneo, queste memorie diventano strumenti preziosi non solo per appassionati della Route 66, ma anche per chi studia cultura, turismo, mobilità, identità.
La mia partecipazione e perché conta
Sono davvero entusiasta di annunciare che ho avuto il privilegio di partecipare come intervistato a questo progetto ufficiale presentato dallo Stato dell’Illinois e realizzato grazie al lavoro dell’Illinois State Museum!
Un’iniziativa che mette al centro i racconti di persone che hanno in qualche modo un profondo legame con la Mother Road.
Questo progetto rappresenta per me non solo un risultato professionale, ma soprattutto un momento di forte connessione con il mio percorso: raccontare storie, viaggiare, documentare, dare voce alle persone, promuovere la “main Street of America” in Italia.
Durante l’intervista ho potuto confrontarmi con voci e idee che riflettono perfettamente ciò in cui credo: la potenza del viaggio, dell’incontro, dell’emozione condivisa. È un onore aver potuto contribuire con la mia esperienza come autore, fotografo, videomaker e storyteller.
Voglio ringraziare tutti coloro che lo hanno reso possibile, consentendo il raggiungimento di questo importante traguardo — riconosciuto da uno degli Stati che più incarnano la passione per questa strada. E, ovviamente, ringrazio voi, che mi seguite e supportate: il vostro interesse è ciò che alimenta la mia motivazione a raccontare, ogni volta, qualcosa di autentico.
Se siete curiosi di scoprire di più sul progetto e vedere tutte le interviste, qui il link ufficiale: Illinois State Museum – Route 66 Oral History Project
Grazie di cuore a tutti. Il viaggio continua… Get Your Kicks On Route 66.
Cosa potete trovare nell’archivio e perché vi consiglio di esplorarlo
- Una ricchezza di formati: video + trascrizioni, con funzione di ricerca per parole-chiave (es. “hitchhiking”, “tourism”, “Great Depression”).
- Storie varie e complementari: dal viaggiare con la famiglia, al lavoro lungo la strada, fino all’attività di preservazione.
- Un approccio che valorizza il passato (gli anni d’oro della Route) e il presente/futuro (turismo, conservazione, percezione internazionale).
- Uno strumento prezioso per chi — come me — lavora con video, storytelling, turismo e produzione di contenuti: perché può diventare ispirazione, fonte, documento.

Perché è rilevante per chi ama la Route 66 e per il turismo culturale
Come autore dei libri ‘Route 66 il mito americano’ e ‘Route 66: storie, viaggi, persone ed emozioni’, sento che questo progetto arricchisce il panorama della narrazione legata alla Mother Road. Offre nuove prospettive, voci forse poco note, testimonianze “di prima mano” che ampliano il contesto culturale e turistico della Route 66.
Inoltre, per chi opera in ambito content creation, video making, turismo esperienziale, queste interviste rappresentano un patrimonio che può stimolare nuovi format: documentari, podcast, video-racconti, materiale per corsi.
Infine, dal punto di vista del turista/appassionato, l’archivio aumenta la comprensione della Route 66 non solo come itinerario fisico, ma come luogo di memorie e questo rende il viaggio lungo la strada ancora più ricco.
I prossimi passi (anche per me)
- Approfondire alcune interviste rilevanti e usarle come spunto per nuove idee: magari un video o un episodio del documentario che sto progettando.
- Integrare alcuni di questi racconti nei miei contenuti italiani (blog, video YouTube, social) per farli conoscere anche al pubblico italiano interessato alla Route 66.
- Invitare voi lettori a esplorare l’archivio e magari condividere quale intervista vi ha colpito di più: discuterne insieme può generare contenuti interessanti (live, post, Q&A).
- Continuare a raccontare la Route 66 come “viaggio nel tempo”, con le sue storie, persone, emozioni invece che solo come destinazione o percorso.
Vi lascio con un invito sincero: fate un salto nell’archivio, ascoltate una storia, scegliete un ricordo della Route 66 che risuoni con voi. E magari, pensate a quale “vostra storia” ancora non è stata raccontata perché ogni viaggio lascia un segno, ogni incontro una voce.
Ecco qui una carrellata di foto con mia moglie e alcuni personaggi della Route 66!








































