Due ragazze e il dramma di un incidente nella Route 66

Immaginate di percorrere la strada che avete sempre sognato, vivere in alcuni luoghi visti in tanti film, ammirare panorami infiniti; l’azzurro del cielo che tocca il rosso del deserto. Sognare di essere lì dove avete sempre desiderato, fino a quando in un attimo tutto cambia; un’auto vi piomba addosso interrompendo il viaggio, l’avventura di una vita.

E’ questo quello che è accaduto a due ragazze italiane durante il loro viaggio nella Route 66, un’esperienza che poteva essere drammatica e in parte lo è stata, ma che gli ha permesso di vivere un’avventura inimmaginabile, qualcosa che non avrebbero mai pensato e che ci raccontano in questa breve intervista.
Un viaggio pianificato nel 2018, quando hanno capito di avere un sogno in comune; quello di percorrere la Mother Road e vivere insieme un’avventura indimenticabile.

Le due amiche si conoscevano già da tempo e hanno così deciso di pianificare da sole il viaggio, informandosi su vari blog e siti web, percorrendo fedelmente la Route 66 concedendosi solo la classica deviazione per Grand Canyon e spingendosi fino al Bryce Canyon, rientrando poi verso Las Vegas e riprendendo la Mother Road in California.

Un viaggio avventuroso, interrotto al confine tra Utah e Arizona, sulla I-15, esattamente sotto il cartello che segna il confine con il “The Grand Canyon State”, mentre si dirigevano a Las Vegas.

Joana e Sara hanno provato sulla loro pelle il dramma di un incidente automobilistico, lo stress di essere in una nazione diversa dalla loro, con lingua e abitudini differenti, una nazione fatta anche di persone che si sono rese disponibili ad aiutarle e che gli hanno permesso di concludere il loro viaggio nel miglior modo possibile…

  • Joana e Sara cosa vi ha portato nella Route 66, è stato il vostro primo viaggio in USA oppure siete malate d’America come noi?
    Percorrere la Route 66 è stato il sogno di una vita per entrambe, il viaggio “on the road” per eccellenza su cui entrambe fantasticavamo sin da ragazzine.. e pensa che lo abbiamo scoperto quasi per caso nell’estate del 2018, un giorno sotto l’ombrellone, che era il sogno di entrambe!
    Per Jo è stato il primo viaggio negli States, mentre per me (Sara) no.. anche se sicuramente è stato il più intenso e desiderato!
    Ho vissuto a New Haven in Connecticut per 7 mesi nel 2012, per motivi di lavoro; durante quel periodo ho avuto la possibilità di fare diversi viaggi a spasso per gli States.
  • Spesso il viaggio nella Route 66 è considerato il viaggio della vita, un’esperienza intensa e indimenticabile, è stato così anche per voi?
    Assolutamente sì!!!
    Come dicevamo prima è stato per tanti anni il nostro viaggio dei sogni.. ma, per una serie di motivi, avevamo quasi perso le speranze di poterlo realizzare.. Poi ci siamo conosciute 3 anni fa, siamo diventate grandi amiche, praticamente sorelle, e un giorno quasi qualunque dell’estate 2018 abbiamo scoperto di avere entrambe questo meraviglioso sogno nel cassetto e di volerlo realizzare insieme, di lì a poco abbiamo comprato il biglietto aereo!
  • So che avete avuto una disavventura durante il vostro viaggio, potete spiegarci cosa è successo?
    Sì.. Ci trovavamo esattamente al confine tra Utah e Arizona, sull’Interstate 15. Il nostro rito, ormai consolidato, prevedeva che ogni volta che entravamo in un nuovo stato dovevamo scattare una nostra foto con il cartello che lo segnalava. E penso non fossimo le uniche ad avere avuto la stessa idea negli anni perché ai bordi dell’autostrada era stata creata appositamente una piazzola di sosta (al di là della corsia di emergenza, ovviamente), proprio sotto il cartello. Quindi siamo scese, abbiamo fatto le nostre foto di rito (con ben 40° alle 7:30 di sera) e ci siamo rimesse in macchina. Alla guida c’era Joana che, con molta prudenza, non si era ancora immessa in autostrada aspettando che passassero tutte le macchine.. E infatti noi eravamo ancora ferme sul bordo della strada (nello sterrato), quando Joana non riuscì nemmeno a concludere la frase “oddio ma questo ci sta..” ..venendo addosso..!!!
    Un pick-up bianco ci piomba contro a tutta velocità dalla corsia di sorpasso.. Noi per fortuna nostra eravamo ancora ferme ma con le cinture di sicurezza allacciate.. sono state la nostra salvezza!!
    L’urto ci ha spinte avanti di circa 50/100 metri contro una parete di terra al lato dell’Highway che così ci ha impedito di finire ancora più lontano.. contando poi il fatto che nei tratti precedenti l’highway era anche sospesa su dei precipizi.. ci è andata proprio bene!!
    Siamo uscite miracolosamente illese dall’incidente, mentre le auto completamente distrutte!!
    Anche il conducente del pick-up per fortuna non si è fatto nulla; si è assunto tutta la responsabilità dell’accaduto dicendo di aver perso il controllo del mezzo a causa di un’auto che andava a folle velocità che cercò di evitare. Tuttavia non è mai stata rintracciata questa auto.

  • Come molti viaggiatori che percorrono le highway americane, vi siete trovate in luoghi sperduti, per di più con una situazione estremamente complicata da gestire, avete trovato solidarietà dalle persone che passavano?
    Tantissima solidarietà!!
    Siamo rimaste stupite infatti di quanto si siano dimostrate gentili e premurose le persone con noi. E non parliamo solo delle forze dell’ordine, super efficienti, che in pochi minuti si sono presentate sul luogo dell’incidente (polizia, vigili del fuoco, paramedici.. provenienti sia da Arizona che Nevada perché eravamo al confine), ma anche dei passanti, persone che hanno assistito all’incidente e che si sono subito fermate per prestare il primo soccorso e che poi ci hanno aiutato in tutto, a partire dal chiamare il 911, al trovarci una sistemazione nei paraggi per la notte, ad aiutarci a sistemare le cose con l’agenzia di autonoleggio il giorno dopo.
  • Siete rimaste in contatto con queste persone?
    Sì, tuttora con alcuni di loro siamo rimasti in contatto, li consideriamo i nostri angeli custodi, ci hanno aiutato in un momento di profondo shock a sistemare le cose e ci hanno permesso di continuare il nostro viaggio dei sogni!
    Avranno per sempre un posto speciale nei nostri cuori.
  • Come vi siete comportate dopo l’incidente? avete consigli pratici da suggerire ai nostri lettori?
    Negli Stati Uniti sono molto efficienti. Come abbiamo detto prima in pochi minuti sono arrivati i soccorsi da ben due stati, l’incidente è stato risolto in pochissimo tempo e anche i passanti non ci hanno abbandonate finché non siamo arrivate sane e salve in hotel e sono stati sicuri che potessimo riprendere il nostro viaggio in sicurezza. Ci hanno aiutato a trovare uno shuttle bus per Las Vegas, dove siamo arrivate il giorno dopo e una volta lì, l’agenzia di noleggio auto ci ha subito fornito un nuovo mezzo, identico al precedente!
    In questo modo abbiamo potuto proseguire il nostro viaggio.
    Il consiglio che possiamo dare è quello di non lasciarsi abbattere se dovesse succedere una cosa simile, perché purtroppo sono cose che possono capitare; e di non avere timore di chiedere aiuto perché può essere difficile districarsi in una situazione del genere in un luogo così lontano da casa. Abbiamo incontrato tante persone di buon cuore, non solo in quell’occasione, ma lungo tutto il nostro viaggio.
  • La Route 66 è un museo a cielo aperto, una strada unica al mondo che riporta i viaggiatori indietro nel tempo, è stato così anche per voi? vecchie auto, musica, esperienza di vita…
    Esattamente.. sono emozioni difficili da descrivere a parole. Più che un viaggio è un’esperienza, da vivere. Avevamo aspettative già molto alte di partenza su questo viaggio e dobbiamo dire che è stato ancora meglio di quello che ci aspettavamo!
    Un viaggio unico nel proprio genere che la vita in qualche modo un po’ te la cambia. La radio a tutto volume, le canzoni cantate a squarciagola con la Route 66 spesso tutta per noi che si stagliava davanti, a perdita d’occhio, le chiacchiere con i proprietari dei vecchi shop, delle gas station e dei diner, ognuno con la propria storia da raccontare. Paesaggi sconfinati, quel cielo, sopra la Route 66, unico, diverso da qualsiasi altro cielo. Lo sogniamo tuttora.

  • Nonostante l’incidente, una volta arrivate sotto al cartello “End of Trail”, come vi siete sentite?
    Abbiamo provato un mix di emozioni molto intense, da un lato un po’ di tristezza, malinconia, per la fine di questo viaggio meraviglioso ed estremamente intenso che ci ha messo spesso alla prova. Oltre all’incidente, infatti, ci sono stati tanti altri piccoli ostacoli da superare, migliaia di km percorsi in pochi giorni in un viaggio da costruire giorno per giorno (chi conosce la Route 66 sa bene quanto sia complicato a volte trovarla), lo rendono un viaggio non semplice.
    Ma dall’altro lato, questo viaggio ci ha arricchito enormemente. Quindi anche tanta felicità che verrà custodita per sempre nei nostri cuori con innumerevoli ricordi.

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