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Oggi road trip nella provincia di Treviso. Ci sono una fiera sul benessere a Santa Lucia di Piave e un minifestival incentrato sul radioascolto a Montebelluna.
E sulla strada verso la fiera c’è una pasticceria che è lì nel mio elenco di posti “da assaggiare”.

E poi c’è questa ecosteria, anche lei nella mia lunga lista, che sembra l’abbiano messa lì apposta, proprio a metà strada tra la fiera e il festival.

Ci siamo, mi sembra una domenica perfettamente ottimizzata.

Partenza non prestissimo, ma ancora in tabella di marcia, più o meno. Dimentico di dire a Google che per ora è meglio tenere i pedaggi e andare più veloce (di solito preferisco la via panoramica). Ma me ne accorgo quasi subito. E in più ricordo di evitare l’autostrada alternativa e super costosa. Tutto bene.

Olivia Rose – Trevignano

Arrivo alla pasticceria Olivia Rose (a Trevignano) intorno alle 11.30.

Non male per evitare la calca della domenica mattina, non benissimo per avere tutta la scelta a disposizione. Che si sa, la calca della domenica mattina è affamata.

Eppure mi ritrovo comunque con l’imbarazzo della scelta: croissant, crostata, muffin, monoporzioni… tutto vegan! Il cuore sorride, mi affido alla cameriera per la scelta e lei è prontissima: “Beh, il croissant! È più croccante di quello non vegetale e ci conoscono proprio per questo. La prossima volta può provare il resto!”.

Amica, tu non sai chi hai davanti. Se non avessi già in programma un mega pranzo, assaggerei tutto adesso.

Non esterno il pensiero e mi accomodo al mio tavolino colorato, vicino a un pianoforte e a una mensola con libri in italiano e in inglese. Sfoglio rapidamente il libro in inglese, penso che se fossi una cliente fissa lo leggerei tutto, tra caffè e fette di torta, nelle pause dal computer (perché potendo, da qui magari ci lavorerei anche). Pochi minuti e arrivano il mio croissant e la mia caffeina sotto forma di cappuccino all’avena. Decisamente necessari considerando le poche ore di sonno e la rapida colazione con frutta e yogurt di soia (“rapida” e “colazione”, per quanto mi riguarda, non sono due parole che dovrebbero stare insieme).

Benessere Bio – Santa Lucia di Piave

Sosta conclusa, energia recuparata. Pronti, via. Direzione Santa Lucia di Piave per Benessere Bio, una piccola fiera incentrata appunto su alimenti biologici, cura della persona, prodotti riciclati e vegan… Insomma, il nome della fiera è già abbastanza esplicativo.

Dopo aver girovagato tra i food truck (ho resistito e non ho mangiato niente, giuro), erbe delle Dolomiti e oli essenziali, riesco a passare davanti allo stand di +mino giusto in un momento in cui Michele (una delle due menti dietro al progetto) non è occupato con clienti e curiosi. E così parliamo un po’ del più e del meno e delle novità in arrivo per questo brand di giacche sostenibile e cruelty free per cui mi sono presa una cotta un paio d’anni fa. Non mi è ancora passata e non penso passerà, perché quando cercavo la mia nuova giacca invernale ho faticato a trovare qualcuno che producesse qualità, sulla giusta scala, senza fare male proprio a nessuno. Adocchio anche un’ottima candidata per la mezza stagione, che forse la primavera è alle porte.

Ecosteria Parco Santi Angeli

Lascio Michele, tanto ci si rivede settimana prossima a Rifugiamo. Monto di nuovo in sella al mio destriero a quattro ruote. Una ventina di minuti tra le campagne trevigiane e giungo all’Ecosteria Parco Santi Angeli. Anche in questo caso, il nome dice già tutto. Volendo parafrasare, direi che è una trattoria dall’anima eco situata in provincia di Treviso, a Santi Angeli, in mezzo a un fazzoletto di bosco che si sta trasformando in un giardino e parco (ad opera dell’ecosteria stessa).

Gli ingredienti delle proposte in menu sono tutti prodotti direttamente dai gestori o reperiti da piccoli produttori locali. Un occhio di riguardo al bio e ai sapori della tradizione, ricordando che il mondo è in continuo cambiamento e la tradizione stessa può/deve evolversi. Ergo, ampia scelta di opzioni a base vegetale.

Pizze che ti puoi “costruire” in base a quello di cui hai voglia, ma anche un menu cucina.

E poi fanno orario continuato, spettacolo. Non l’ho mai trovato da nessuna parte, tantomeno in una realtà di questo tipo, e lo trovo geniale.

In più, ospitano eventi di musica dal vivo, cosa che mi porterà a tornare in piena primavera, ho deciso. In ogni caso, a questo punto dell’articolo sto quasi per alzarmi da tavola. Cosa ho mangiato? Non la pizza (altro motivo per cui tornare), volevo provare i piatti del menu cucina.

Sono partita con gnocchi con cavolo romano, “pancetta” (ovvero seitan), olive e capperi. Ho continuato con seitan con salsa ai porcini e involtino di cavolo nero ripieno di patate.

Al momento di dover scegliere il dolce mi sono di nuovo affidata alla cameriera per decidere tra tiramisù e un tortino al cioccolato con cuore al pistacchio.

Che il tiramisù vegano non è mai tiramisù l’ho imparato, ma mi tenta sempre.

Tortini al cioccolato e creme al pistacchio ne ho ingurgitati di recente, ma stiamo sempre parlando di cioccolato e pistacchio.

Insomma, scelta impossibile. E ultimamente sto smettendo di prendere due dessert quando non so scegliere.

La cameriera dice che il tortino è un po’ più piccolo, quindi per questo motivo lei opterebbe per tiramisù. Brava, mi piaci. Mi fido.

Tra l’altro, nota sulla cameriera: bravissima! Mi ha colpito dopo il primo minuto per l’accortezza con cui ha capito dove farmi sedere. Non si è smentita per tutto il resto del servizio. È molto giovane, ma ha chiaramente esperienza e/o un occhio molto attento. 10/10 con lode per la professionalità e la cortesia.

Ci siamo, sono pronta per ripartire, con lo stomaco felice per il resto della giornata. Molto soddisfatta di aver provato questa chicca tra le campagne di Treviso. Vai a sapere che mancavano ancora ben due (2!) ciliegine sulla torta!

Ciliegina numero 1, una gattina nera che compare dal nulla tra i tavoli e mi concede il privilegio di accarezzarla. Scopro poi che hanno vari gatti che bazzicano intorno all’osteria, questa è l’unica che si lascia avvicinare. Seppur con la falsa ritrosia tipica di alcuni gatti.

Ciliegina numero 2, scopro Rat Tail, un progetto di artigianato da cui nascono accessori di vario genere realizzati solo con materiali di scarto (ma di qualità), mai di origine animale, reperiti quanto più possibile da fornitori medio-piccoli e locali. Ha qualche articolo in esposizione tra cui dei segnalibri in tessuto. Uno viene a casa con me.

Radia – Montebelluna

Il pomeriggio comincia a volgere alla fine ed è il momento di spostarmi verso l’ultima delle mie tappe per la giornata: Radia. Me ne avevano parlato i Giulia e Luca di Amadou, che hanno anche organizzato l’intero festival. La sede dell’evento è Villa Correr Pisani e il tutto è incentrato sulla radio e sulla trasformazione dell’ascolto in un rito collettivo.

Riesco a partecipare a due degli appuntamenti in programma, molto diversi tra loro.

Prima un ascolto guidato di poesia sonora, una novità totale per le mie orecchie. E la mia curiosità è sempre ghiotta di novità.

Poi un approfondimento sull’ascolto integrale di opere discografiche, concluso con la messa in pratica del tutto: mi ritrovo con il resto dei partecipanti, sparsi qua e là sotto a un soffitto affrescato, ad ascoltare per intero il vinile del primo album di Bob Dylan. Magico. Mi piace sempre quando mi ritrovo a sorridere per il pezzetto di vita che sto assorbendo.


L’oscurità è calata e mi aspettano un paio d’ore d’auto. Intercetto al volo Giulia per ringraziarla e salutarla, giusto prima che venga divorata dal successivo appuntamento.

La prossima volta ci si rivedrà con calma, magari per quella famosa pizza all’Ecosteria Parco Santi Angeli.

Intanto rientro, sazia di tante delle cose che mi fanno bene al cuore.

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