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Ieri è stata una tappa estenuante, dopo la visita del Sequoia NP, ci siamo diretti verso la Death Valley, dove siamo arrivati in tarda notte stanchissimi, ma lei ha deciso di accoglierci con uno spettacolo unico, ed in un attimo tutta la fatica è scomparsa.

Dal parco delle Sequoie abbiamo imboccato la 198 e poi la 65 fino a Bakersfield, dove ci siamo fermati a fare la spesa al solito Walmart, da qui, un unica tappa ci ha portati, ormai a notte fonda, nel cuore della Death Valley.
Posso assicurarvi che guidare nel buio più assoluto, con in cielo ben visibile la via lattea è stata un’esperienza indimenticabile.
Il nostro albergo posto a ridosso dell’Area 51, a Beatty, è una struttura un po’ particolare; le camere sono ricavate in alcuni vecchi prefabbricati, ma nonostante tutto si è rivelato confortevole, cena in camera, sfruttando il microonde per riscaldare i prodotti acquistati al Walmart.

Atomic Inn

La mattina seguente, dopo un veloce caffè offerto dal nostro Hotel (Atomic Inn) ci siamo messi in macchina piuttosto presto, ed abbiamo attraversato la Death Valley tramite la 374 e la 190, queste due strade, ci hanno permesso di capire subito quanto fosse affascinate ed estrema tutta la zona.
Ci fermiamo al Visitor Center per prendere la cartina e per avere alcune informazioni, nonostante sia mattina presto, qui fa già molto caldo, quindi senza esitazione iniziamo il nostro giro.
Prima tappa Golden Canyon, dove abbiamo fatto un tratto del trail che porta dentro all’area, ma la temperatura era già elevata ed abbiamo desistito per non stancarci troppo.

Proseguiamo così per Devil’s Golf Course, che si rivelerà uno dei viewpoint più belli e particolari, basta vedere le foto qui sotto per rendersene conto, sembra di essere su un’altro pianeta.

Proseguiamo sempre lungo la Badwater rd ed arriviamo a Badwater Basin, uno dei posti più iconici di tutta la Death Valley, ed infatti è pieno di turisti ed il sole cuocente, rende tutto molto estremo.
Facciamo due passi verso l’interno e capiamo subito che il panorama circostante è davvero affascinante, siamo circondati dal bianco del terreno e dal celeste del cielo.
La cosa particolare di tutta la valle della morte, è che ogni luogo, distante poche miglia, offre una location completamente diversa dalla precedente, una caratteristica unica di questo parco.

Badwater

Per tornare verso il visitor center, ripercorriamo parte della Badwater rd che ci ha permesso di visitare tutti i viewpoint sopra menzionati, per poi imboccare la Artist Drive, un percorso alternativo che entra dentro ad un Canyon colorato e molto affascinante, in alcuni tratti la strada passa a pochi centimetri dalle formazioni rocciose, sembra quasi di toccarle con l’auto.

Tornando indietro riprendiamo la 190, per arrivare forse al punto più famoso del parco; lo Zabriskie point. Qui la vista è davvero fantastica, tutta la zona offre la possibilità di ammirare delle formazioni rocciose uniche, a tratti addirittura surreali, il View point posto in alto permette di gustare a pieno tutta la zona, pochi passi che vi porteranno sulla vetta dello Zabriskie point.

Per fortuna siamo in orario e decidiamo di andare anche all’ultimo View point della giornata, il Dante’s View, dal quale si può ammirare praticamente tutta la vallata, permettendoci di capire meglio come è composta e sopratutto di ammirarne la migliore vista in assoluto, tutta la valle della morte, sotto ai nostri piedi, nel punto panoramico migliore per ammirarla ed apprezzarne la strana conformazione.
Decidiamo di pranzare qui, seduti nel baule della nostra auto, mangiando riempiendoci lo stomaco, ma anche gli occhi con questa vista mozzafiato.

Dante’s Point

Finito il pranzo, ci dirigiamo nuovamente verso l’Area 51, per l’esattezza ad Amargosa, dove visitiamo un negozio di souvenir e prendiamo, quello che si dimostrerà essere il miglior caffè di tutto il viaggio, all’Area 51 Alien center.
Lungo la strada che dalla Death Valley ci ha portato qui, abbiamo incontrato molte auto mascherate, probabilmente nuovi modelli testati qui in condizioni estreme.

Bevuto il caffè, riprendiamo l’auto ed arriviamo alla Valley of Fire al tramonto, la attraversiamo giusto per raggiungere Overton, dove pernotteremo presso il North Shore Inn, comodo e pulito.
Anche questa giornata è stata lunga, abbiamo attraversato una piccola parte di Las Vegas, ma siccome siamo già stati in questa folle città per ben due volte, abbiamo deciso di evitarla in questo viaggio, ma se non ci siete mai stati, vi consiglio almeno una notte di follia, in questa pazza città del Nevada, vi rimarrà sicuramente nel cuore.

Roberto Rossi

ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori.
"Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo."

Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017.
Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore.
Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita.

Nel 2021 è diventato USA AMBASSADOR, specialista of the United States of America, un riconoscimento prezioso di Visit USA Italia.

La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo:
"Buon viaggio ovunque la vita vi porti!"

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