Day 12: Monument Valley e Canyon De Chelly

Tempo di lettura: 4 minuti

Buongiorno! Questo è quello che ci ha detto la Monument Valley, vista dal Goulding’s Lodge, appena il sole è iniziato a sorgere; uno spettacolo che difficilmente dimenticheremo e che ci siamo goduti durante la colazione nel terrazzino del nostro appartamento, anzi, della nostra casetta.

Subito dopo colazione, abbiamo fatto qualche acquisto nel negozio di souvenir del Goulding’s Lodge e poi senza esitazione ci siamo recati all’ingresso della Monument Valley e a bordo della nostra 4wd siamo scesi nella valle più famosa dell’Arizona, che ci ha regalato uno dei panorami più emozionanti di questo viaggio. Eravamo già stati qui altre due volte, ma questo luogo, visto in molti film western, regala sempre delle emozioni uniche, secondo me, lo spettacolo più bello lo si gode dall’alto, da dove si domina tutta la vallata.
A tal proposito, vi propongo la visione di un video realizzato dall’amico Alvise Bagagiolo, che di viste dall’alto se ne intende, oltre alla Monument Valley, potrete godere di viste mozzafiato di molti dei paesaggi più belli e conosciuti di tutti gli USA:

In successione visitiamo i view point più famosi: The Mittens and Derricks Butte e West Mitten, Jonh Ford’s Point, Three Sisters, Calem Butte, The Thumb, Totem Pole and Yei Bi Chei Point, Artist’s Point, North Window Overlook.
Questa visita prende almeno una mezza giornata, se la si vuole fare in tranquillità godendoci il meglio che la terra sacra dei Navajo sa regalare; è possibile anche fare dei tour guidati ma noi abbiamo preferito visitarla in autonomia, anche se alcune aree sono visitabili solo con le guide ufficiali a bordo di Jeep o a cavallo, l’emozione di percorrere in solitaria queste strade polverose è indescrivibile. Il percorso è praticamente un loop a senso unico, a parte la prima sezione che porta fino al Jonh Ford’s Point, percorribile in modo agevole solo con un 4wd, perché almeno in questo periodo alcune sezioni della strada sono davvero impervie, il trail inizia a sinistra del “The View” e lo si può imboccare senza problemi con la propria auto/moto, il biglietto lo si paga prima di arrivare al parcheggio.

Finita la visita, abbiamo imboccato la I-163 per fermarci poco dopo al Forrest Gump Point, ci eravamo già passati ieri poco prima del tramonto, ma adesso la luce è decisamente migliore e non possiamo che apprezzare questo tratto di strada reso famoso da molti film On The Road.

Poco più avanti, dopo Mexican Hat, decidiamo di fermarci anche al Goosenecks SP, si tratta di un parco statale poco conosciuto, ma che regala un discreto panorama, per certi versi simile all’Horseshoe Bend, anche se decisamente più vicino a quello del Bighorn Canyon visto un anno fa, quest’area ha essenzialmente un unico viewpoint ed un sentiero, l’hanover Trail che in circa 4 chilometri porta sul letto del fiume. Milioni di anni fa, la terra qui era praticamente piatta e il fiume seguiva il proprio corso, poi secoli e secoli di erosioni del vento e sopratutto dell’acqua, hanno scavato un solco profondo 300 metri, tanto dista oggi il letto del fiume San Juan rispetto al viewpoint. Il fiume scorre tortuoso e crea delle curve a gomito (goose nick), dalla vetta del parcheggio ne vediamo almeno 3 e devo dire che si tratta di una formazione geologica molto particolare.

Pranziamo qui con il nostro kit vegan formato da pane, fagioli ed insalata e subito dopo ci rimettiamo in viaggio per arrivare al Canyon De Chelly nel pomeriggio, lasciamo i bagagli all’Holiday Inn Canyon De Chelly e senza esitazioni entriamo nel ramo sud del Canyon, questo parco Navajo è visitabile liberamente ed è essenzialmente diviso in due parti, la zona sud che consiglio di visitare nel pomeriggio, e la zona nord che offre il meglio di se al mattino. Purtroppo tutta questa zona di proprietà Navajo si rivela poco accogliete, cartelli dall’aria minacciosa sono posti in ogni parcheggio ed anche nella vicina città di Chinle, tanto che siamo praticamente costretti a visitare i viewpoint alternandoci io e mia moglie, affinché sia sempre presente qualcuno in auto. Inoltre in tutta la zona il randagismo è ad un livello davvero fuori controllo, e per chi ama gli animali è una brutta esperienza, senza entrare in particolari, posso dirvi che abbiamo lasciato parte del nostro cuore in questa zona.

Senza farci intimorire troppo, visitiamo tutti i viewpoint della zona nord, soffermandoci principalmente nel White House Trail e nello Spider Rock Overlook, dal quale assistiamo ad uno splendido tramonto, tra l’altro in totale solitudine, visto che non abbiamo incontrato nessun turista durante tutta la mezza giornata di visita, soltanto strani individui Navajo, presenti in ogni parcheggio. Ricordatevi che il parco è visitabile solo dall’altro, per poter entrare nella valle, zona sacra per i Navajo, bisogna per forza farsi guidare dai nativi americani a bordo delle loro Jeep e pagare un biglietto di ingresso non proprio economico, come del resto non lo è neanche quello per la Monument Valley.

Finita la visita, rientriamo in albergo per una doccia e poi ceniamo al Denny’s che incredibilmente offre anche alcune scelte vegan.

The following two tabs change content below.
Roberto Rossi
ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"
Roberto Rossi

Ultimi post di Roberto Rossi (vedi tutti)

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.