Day 12: Monument Valley e Canyon De Chelly

Buongiorno! Questo è quello che ci ha detto la Monument Valley, vista dal Goulding’s Lodge, appena il sole è iniziato a sorgere; uno spettacolo che difficilmente dimenticheremo e che ci siamo goduti durante la colazione nel terrazzino del nostro appartamento, anzi, della nostra casetta.

Subito dopo colazione, abbiamo fatto qualche acquisto nel negozio di souvenir del Goulding’s Lodge e poi senza esitazione ci siamo recati all’ingresso della Monument Valley e a bordo della nostra 4wd siamo scesi nella valle più famosa dell’Arizona, che ci ha regalato uno dei panorami più emozionanti di questo viaggio. Eravamo già stati qui altre due volte, ma questo luogo, visto in molti film western, regala sempre delle emozioni uniche, secondo me, lo spettacolo più bello lo si gode dall’alto, da dove si domina tutta la vallata.
A tal proposito, vi propongo la visione di un video realizzato dall’amico Alvise Bagagiolo, che di viste dall’alto se ne intende, oltre alla Monument Valley, potrete godere di viste mozzafiato di molti dei paesaggi più belli e conosciuti di tutti gli USA:

In successione visitiamo i view point più famosi: The Mittens and Derricks Butte e West Mitten, Jonh Ford’s Point, Three Sisters, Calem Butte, The Thumb, Totem Pole and Yei Bi Chei Point, Artist’s Point, North Window Overlook.
Questa visita prende almeno una mezza giornata, se la si vuole fare in tranquillità godendoci il meglio che la terra sacra dei Navajo sa regalare; è possibile anche fare dei tour guidati ma noi abbiamo preferito visitarla in autonomia, anche se alcune aree sono visitabili solo con le guide ufficiali a bordo di Jeep o a cavallo, l’emozione di percorrere in solitaria queste strade polverose è indescrivibile. Il percorso è praticamente un loop a senso unico, a parte la prima sezione che porta fino al Jonh Ford’s Point, percorribile in modo agevole solo con un 4wd, perché almeno in questo periodo alcune sezioni della strada sono davvero impervie, il trail inizia a sinistra del “The View” e lo si può imboccare senza problemi con la propria auto/moto, il biglietto lo si paga prima di arrivare al parcheggio.

Finita la visita, abbiamo imboccato la I-163 per fermarci poco dopo al Forrest Gump Point, ci eravamo già passati ieri poco prima del tramonto, ma adesso la luce è decisamente migliore e non possiamo che apprezzare questo tratto di strada reso famoso da molti film On The Road.

Poco più avanti, dopo Mexican Hat, decidiamo di fermarci anche al Goosenecks SP, si tratta di un parco statale poco conosciuto, ma che regala un discreto panorama, per certi versi simile all’Horseshoe Bend, anche se decisamente più vicino a quello del Bighorn Canyon visto un anno fa, quest’area ha essenzialmente un unico viewpoint ed un sentiero, l’hanover Trail che in circa 4 chilometri porta sul letto del fiume. Milioni di anni fa, la terra qui era praticamente piatta e il fiume seguiva il proprio corso, poi secoli e secoli di erosioni del vento e sopratutto dell’acqua, hanno scavato un solco profondo 300 metri, tanto dista oggi il letto del fiume San Juan rispetto al viewpoint. Il fiume scorre tortuoso e crea delle curve a gomito (goose nick), dalla vetta del parcheggio ne vediamo almeno 3 e devo dire che si tratta di una formazione geologica molto particolare.

Pranziamo qui con il nostro kit vegan formato da pane, fagioli ed insalata e subito dopo ci rimettiamo in viaggio per arrivare al Canyon De Chelly nel pomeriggio, lasciamo i bagagli all’Holiday Inn Canyon De Chelly e senza esitazioni entriamo nel ramo sud del Canyon, questo parco Navajo è visitabile liberamente ed è essenzialmente diviso in due parti, la zona sud che consiglio di visitare nel pomeriggio, e la zona nord che offre il meglio di se al mattino. Purtroppo tutta questa zona di proprietà Navajo si rivela poco accogliete, cartelli dall’aria minacciosa sono posti in ogni parcheggio ed anche nella vicina città di Chinle, tanto che siamo praticamente costretti a visitare i viewpoint alternandoci io e mia moglie, affinché sia sempre presente qualcuno in auto. Inoltre in tutta la zona il randagismo è ad un livello davvero fuori controllo, e per chi ama gli animali è una brutta esperienza, senza entrare in particolari, posso dirvi che abbiamo lasciato parte del nostro cuore in questa zona.

Senza farci intimorire troppo, visitiamo tutti i viewpoint della zona nord, soffermandoci principalmente nel White House Trail e nello Spider Rock Overlook, dal quale assistiamo ad uno splendido tramonto, tra l’altro in totale solitudine, visto che non abbiamo incontrato nessun turista durante tutta la mezza giornata di visita, soltanto strani individui Navajo, presenti in ogni parcheggio. Ricordatevi che il parco è visitabile solo dall’altro, per poter entrare nella valle, zona sacra per i Navajo, bisogna per forza farsi guidare dai nativi americani a bordo delle loro Jeep e pagare un biglietto di ingresso non proprio economico, come del resto non lo è neanche quello per la Monument Valley.

Finita la visita, rientriamo in albergo per una doccia e poi ceniamo al Denny’s che incredibilmente offre anche alcune scelte vegan.

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