Day 22: Governors Island

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Governors Island, è poco conosciuta dai turisti, è un posto frequentato principalmente dai newyorkesi sopratutto nel periodo estivo. Si tratta di una piccola isola di 172 acri che ospita spesso eventi artistici e vanta alcune zone ricche di storia e molto interessanti da visitare.
Il traghetto per arrivarci, parte dal Battery Marittime Building a Lower Manhattan, raggiungibile con la metro R,W e 1, è gratuito il sabato e la domenica fino alle 11:30, l’accesso all’isola è libero.

Nonostante la giornata sia molto ventosa ed umida, decidiamo dia andare comunque, anche perché questo è il nostro ultimo giorno in USA, stasera rientriamo in Italia e più volte abbiamo rinunciato alla visita di Governors Island.
Prendiamo il traghetto gratuito delle 11:00 ed in pochi minuti sbarchiamo nell’isola, nell’info point ci forniscono un opuscolo informativo, e dopo una breve lettura ci dirigiamo verso Fort Jay, un luogo molto importante, in quanto si trattava di una struttura usata durante la guerra di indipendenza.

Proseguiamo con la visita del Castle Williams e passeggiamo nella Wheeler Ave circondata da casette che servivano da strutture ricettive per i militari, adesso sede di molte mostre ed eventi, in questo periodo all’interno delle case ed in alcuni giardini, sono esposte opere artistiche molto interessanti.

In giro ci sono innumerevoli parchi giochi, sia per bambini che per adulti, un’area dove si addestrano i famosi pompieri di New York, un vecchio centro abitato attualmente privo di residenti e sopratutto delle viste mozzafiato su Manhattan, Lady Liberty ed il Brooklyn Bridge, insomma, un’ottima soluzione per scattare delle belle foto e godersi qualche ora lontano dal caos della città.

All’interno del complesso, è presente anche il museo della NYPD, con una splendida esposizione di auto della polizia e tanti poliziotti in pensione che con passione raccontano le loro avventure.

Purtroppo per noi il meteo non ci aiuta ed il forte vento ci obbliga ad una ritirata verso Manhattan per vivere le ultime ore di questo indimenticabile viaggio.

Pranziamo nel solito Whole Foods Market, questa volta a Greenwich St., un ultimo caffè da Starbucks dal quale scatto qualche foto ai passanti, e siamo costretti a salire sulla metro per tornare al nostro albergo e riprendere le valige per tornare al JFK, ma soltanto dopo aver salutato dei gattini che in questi giorni abbiamo sfamato nelle vicinanze dell’albergo dove abbiamo alloggiato, lasciando un messaggio nella speranza che qualche buon’anima continuasse ad occuparsi di loro.

Riprendere la metro per tornare al JFK è sempre triste, mi viene in mente la canzone dei R.E.M., proprio perché lasciare New York non è mai semplice!

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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"

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