Impossible burger o Beyond burger?

Durante il mio ultimo viaggio a New York City, ho avuto l’occasione di provare i due burger vegetali più famosi degli Stati Uniti d’America, grazie a Bareburger di Hell’s Kitchen nel quale ho cenato diverse volte.

Senza entrare nel merito delle due società che li producono, ambedue finanziate da importanti personaggi provenienti dalle più disparate attività, il concetto che sta dietro a questi due progetti riguarda essenzialmente la possibilità di sostituire la carne sia per motivi etici e ambientali, sia salutistici, il tutto per migliorare la vita popolo americano, gran mangiatore di hamburger.

Personalmente ero un po’ scettico; mangiare dei burger che ricordano sapore, odore e vista dei burger di carne non mi spirava molto, ma ho deciso di realizzare questo test comparativo per farmi un’idea della direzione intrapresa con miliardi di dollari di investimento, premetto subito di essere rimasto sorpreso da questi prodotti, tanto da chiedere in più occasioni al cameriere (vegano anche lui) conferma che si trattasse di burger vegetali e vegan al 100%.

Ma andiamo per ordine:

La prima sera ho mangiato l’Impossible patty, realizzato dalla società Impossible Foods Inc. di Pat Brown (fondatore e CEO) raggiungibile all’indirizzo web https://impossiblefoods.com, si tratta essenzialmente di “carne macinata” di origine vegetale, utilizzabile in ogni ricetta che faccia uso di questa tipologia di prodotto e che sostituisce a pieno la carne animale. Vegan al 100% nonostante il gusto, l’odore in cottura e anche la vista facciano credere che si tratti di carne di origine animale e non vegetale come è in realtà.
Io sono vegano da circa 7 anni, la mia mente potrebbe anche non ricordare bene come era la carne, ma sono rimasto incredibilmente sorpreso, sia per il gusto che per l’aspetto, l’interno rosso sangue della carne poco cotta, il sapore e anche la sensazione di avere dei pezzetti di grasso all’interno hanno reso l’esperienza decisamente sorprendente, se si supera lo scoglio del dubbio, devo dire che il gusto è ottimo. Il cameriere mi conferma che molti onnivori lo mangiano senza accorgersi della differenza, e mi consiglia di provare anche Beyond visto che molti la preferiscono.

La sera successiva sono quindi tornato al ristorante e ho mangiato il Beyond meat patty. Realizzato dalla società Beyond Meat, da poco quotata in borsa a Wall Street, raggiungibile all’indirizzo web https://www.beyondmeat.com, offre un’infinità di prodotti con la carne vegetale realizzata dopo anni di ricerca e nata da un’idea di Ethan Brown.
Secondo me qui siamo su un’altro livello; manca la sensazione dei pezzetti di grasso all’interno, ma il gusto è decisamene migliore e la cosa che sorprende ancora di più è l’olfatto, sembrava davvero carne animale e anche in questo caso ho voluto rassicurazioni sul fatto che il mio burger non fosse stato cotto sulla stessa gratella dei burger di carne, visto che avrebbe potuto falsare l’odore e anche il sapore e sopratutto avrebbero interrotto la mia cena a causa della contaminazione, ma la conferma è venuta subito con una frase semplice; tutti i burger vegetali vengono cotti su postazioni diverse per non contaminarli.
La sensazione di mangiare carne vera è pazzesca, direi sorprendente!
Stessa sensazione visiva del sangue (anche qui con l’uso delle barbabietole), gusto affumicato uguale al burger di carne e sensazione in bocca paurosamente assimilabile alla carne di manzo, se dovessi scegliere quale dei due burger è più simile alla carne direi decisamente questo, mi ripeto ma è sorprendente.

Per completare l’esperimento sono tornato una terza sera con un amico onnivoro, al quale ho consigliato di prendere un burger, ovviamente il Beyond meat patty senza specificare che fosse vegetale, mentre io mi sono orientato sull’Impossible patty per sviarlo dicendogli che il mio era vegan e omettendo informazioni sul suo burger, quando a fine cena gli ho detto che si era appena mangiato un burger vegetale, ne è rimasto sorpreso e non ha notato differenze rispetto al burger di carne sia nel spore che nelle sensazioni generali, quindi direi un successo totale.

Riassumendo si tratta in tutti e due i casi di prodotti destinati più agli onnivori, o a chi è in una fase di transizione, mentre per chi come me è vegano per motivi etici, si tratta di prodotti non sempre ben apprezzati, ribadisco di esserne rimasto sorpreso ma non andrò certo a cercarli al supermercato, tra l’altro in Italia non si trovano ancora nonostante l’interesse di alcune grandi distribuzioni.

La cosa che salta subito all’occhio è la semplicità con la quale si riesce a ingannare il nostro cervello, passatemi il termine visti gli investimenti miliardari in ricerca, questi prodotti sono stati venduti a insaputa dei clienti anche in alcuni selezionati Burger King americani senza che nessuno si accorgesse della differenza.

Siamo forse difronte a un cambiamento epico delle abitudini alimentari di miliardi di persone?
Io mi auguro di si e ritengo che “l’inganno messo in atto” possa davvero riuscirci, tra l’altro questi due prodotti garantiscono una qualità nutrizionale decisamente migliore rispetto alla carne, molte più proteine, no grassi dannosi, calorie più basse rispetto ai burger classici, molte vitamine e quindi valori nutrizionali decisamene migliori, insomma nonostante la riluttanza di molti onnivori riguardo al mondo vegan, a cui anche io ogni giorno devo far fronte sia su questo blog che sopratutto sui canali social, penso che finalmente sia arrivato il momento di dire basta alla carne di origine animale nei burger, almeno per questo piatto abbiamo alternative vegetali decisamente convincenti e pensate per ingannare la nostra mente, il consumo di acqua necessaria a realizzare queste carni vegetali è irrisoria rispetto a quella necessaria negli allevamenti, non inquinano e sopratutto non uccidono nessuno.

Bareburger di Hell’s Kitchen è un locale particolarmente accogliente, dove si ricevono attenzioni ed è gratificante confrontarsi con i camerieri sempre aperti a consigli sulle pietanze e le bevande.
Hanno varie location in giro per gli USA, ben 6 a Manhattan, io per motivi logistici ho sempre mangiato nel ristorante di Hell’s Kitchen che si trova al 366W della 46 Street, per le altre location vi rimando al sito web.
Ricordo che non si tratta di un locale vegan, ma di un ristorante che offre due menu separati sia per vegani che per onnivori, quindi nonostante le attenzioni al cibo cucinato su piani differenti e l’ottima qualità, c’è da considerare la possibilità di essere in compagnia di persone che mangiano hamburger di carne classici.
La caratteristica unica dei loro ristoranti è quella di usare materie prime di qualità da agricoltori e allevatori conosciuti, nei ristoranti usano materiali riciclati con un’attenzione particolare verso i compostabili e riutilizzabili. Ingredienti freschi e biologici rendono le pietanze decisamene buone e facilmente digeribili.

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