La storia di Conchita, oltre 30 anni di protesta

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Voglio raccontarvi una storia che è l’espressione esatta del termine tenacia, determinazione, forza e coraggio messi insieme, ma gli aggettivi per descrivere chi è stata Conchita potrebbero essere molti di più.
Ho conosciuto María de la Inmaculada Concepción Martín, questo il suo vero nome, a settembre del 2000, l’ho poi rivista nei viaggi successivi a Washington DC fino all’ultima volta nel 2015, dove ho avuto la fortuna di parlarle per un po’.

Vi do queste date per un semplice motivo; Conchita ha vissuto per più di 30 anni in una tenda difronte alla Casa Bianca, vedendo passare di li presidenti con idee diverse e milioni di turisti, fino a quando ha ceduto all’età e si è spenta il 25 gennaio del 2016. Le cause della morte non sono ben chiare, ma sembra siano dovute all’eta e alla vita che ha fatto per tutti questi anni.

Concetta aveva 80 anni e fino all’ultimo è rimasta davanti alla casa della persona più potente del mondo a protestare per un suo ideale, quello di manifestare contro la guerra e l’uso della armi nucleari.
Era una persona dal carisma unico che conosceva bene le situazioni politiche del mondo intero e me lo ha dimostrato parlandomi della situazione politica italiana, inserendo nel suo inglese anche qualche parola nella nostra lingua appresa dalle migliaia di turisti che ogni giorno passavano davanti alla sua tenda.

A vederla tutta avrebbe dovuto ricevere anche il premio nobel per la pace, invece nessun presidente l’hai mai incontrata e lei se ne è sempre lamentata. Quando ha saputo che ero italiano mi ha detto di chiamarci Concetta, ad altri turisti invece si presentava con lo stesso nome ma tradotto nella loro lingua come a volersi avvicinare a chi si fermava a parlarle dopo aver letto gli innumerevoli cartelli che adornavano il suo giaciglio.
E’ legata all’Italia perché ha sposato un siciliano dal quale ha avuto una figlia dopo essere arrivata in USA nel 1960 dalla Spagna, ma l’amore finiva nel 1979 e da allora la vita di Conchita ha subito una burrascosa deviazione, ritrovandosi in mezzo ad una strada senza nulla, le fu portata via anche la figlia che non ha più rivisto da quel lontano 1979.

Parlando con lei mi sono accorto che sotto ad uno strano foulard indossava un casco da cui le fuoriuscivano i capelli malconci, si è accorta che lo guardavo e mi ha detto che era costretta ad indossarlo perché negli anni è stata più volte aggredita ed ha subito anche cariche della polizia durante le innumerevoli manifestazioni che si sono susseguite negli anni e a cui ha pacificamente partecipato.
Per oltre 30 anni ha vissuto nella sua tenda a Lafayette Square con poco cibo, era una persona minuta, con la sola compagnia degli scoiattoli che sfamava nonostante i divieti dei quali si è sempre fregata.
Tante persona hanno manifestato contro la guerra, ma nessuno lo ha fatto come lei, con la sua tenacia, il suo coraggio e la sua determinazione; è rimasta li dedicando la sua vita a questo, senza ricevere nessun riconoscimento, senza che nessuno dopo la sua morte si fosse impegnato a ricordarla, è apparsa in alcuni film proprio per la sua grande passione contro la guerra e la sua presenza li è rimasta per decenni un riferimento per molte persone che in qualche modo l’hanno aiutata, donandole qualche minuto della loro vita, portandole del cibo o permettendogli di usare il bagno dell’ufficio di un suo amico che lavorava li vicino ma di cui non ricordo il nome.
Concetta se ne è andata in silenzio come è comparsa dal nulla davanti alla Casa Bianca, ha lasciato un vuoto indelebile in quella piazza dove milioni di persone l’hanno vista credendola pazza, ma in realtà era una persona di grande cultura, conosceva benissimo la situazione politica di ogni paese del mondo ed era sempre disponibile a parlare della sua causa con chiunque si fosse fermato a leggere i suoi cartelli e ascoltare la sua voce uscire da un improvvisato megafono che la rendevano una persona unica.


Per molti era una pazza, una donna malata di mente, ma bastava ascoltarla per un minuto per capire che in verità era molto più intelligente di chi per anni l’ha ignorata e diffamata, era vittima della sua tenacia e della sua determinazione, ma non pazza.
Sole infuocato, vento, pioggia, neve, niente è riuscito a farla spostare dal quel pezzo di asfalto di Lafayette Square, si meriterebbe una statua esattamente nel punto dove ha vissuto e protestato pacificamente per oltre 30 anni, quel vuoto è evidente per chi l’ha vista almeno una volta urlare dentro al suo megafono.
Ciao Concita!

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Roberto Rossi
ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"
Roberto Rossi

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