Visitare Berlino; una città sorprendentemente Vegan!

5 giorni a Berlino, alla scoperta della capitale tedesca!

Più volte ci è stato detto che Berlino è la capitale vegan europea, più volte ci è stato suggerito di visitarla e provare i suoi ristoranti etnici e plant based, così ci siamo decisi a prenotare un volo Ryanair da Pisa per trascorrere 5 notti in questa particolare città.
Perché particolare?
Scopritelo leggendo la nostra esperienza e i nostri consigli…

Arrivo in città:

Il volo Ryanair da Pisa è davvero comodo, in circa 1 ora e 40 minuti siamo arrivati all’aeroporto di Berlino-Schönefeld, da qui, sfruttando la Berlin Wellcome card, attivata direttamente al banco informazioni dell’aeroporto tedesco, ci siamo recati verso la metro S9 che in circa 1 ora ci ha portato al nostro Hotel, con un cambio fatto per prendere la metro U3. Ad ogni modo i mezzi pubblici berlinesi si sono rivelati fin da subito estremamente comodi ed efficienti.

La Berlin Wellcome Card è un’ottima soluzione; abbiamo acquistato il voucher da 6 giorni per area ABC nel sito web ufficiale, poi una volta giunti in aeroporto lo cambiamo con i biglietti, questi vanno vidimati solo la prima volta, poi basta averli a portata di mano per i giorni successivi in caso di controllo. Infatti non esistono tornelli per entrare nelle linee della metro sia sopraelevate (S) sia underground (U), basta il biglietto valido per i giorni di permanenza, i controlli ci sono e sono efficaci, nei nostri 6 giorni 2 volte abbiamo dovuto esibire il biglietto.
Sembra strano per noi italiani, ma qui le regole vengono rispettate e lo spirito libero e un po’ anarchico della città è subito evidente anche sui mezzi pubblici.
La card da diritto a spostarsi nell’area urbana AB o ABC, a seconda del biglietto acquistato; ABC comprende anche l’aeroporto di Berlino-Schönefeld e la splendida Potsdam, mentre per l’aeroporto di Tegel è sufficiente il biglietto AB relativo alla sola area urbana. E’ possibile scegliere da 48h fino a 6 giorni, in più sono presenti alcuni sconti per musei, attrazioni, ristoranti e attività, basta esibire il biglietto alla cassa del museo o al ristorante per avere lo sconto.

Primo giorno:

Appena arrivati a Berlino, abbiamo lasciato i bagagli in Hotel, Novum Hotel Aldea Berlin Centrum, una soluzione molto comoda; la metro è vicinissima e nonostante sia un 3 stelle il confort è accettabile e il costo ragionevole. Se siete abituati a camminare, è possibile raggiungere il centro città anche a piedi senza troppe difficoltà.

Vista la voglia di scoprire Alexanderplatz e vedere la famosa Torre della televisione, usciamo dal nostro hotel belli carichi e ci dirigiamo verso la fermata della metro, 1 minuto e siamo in attesa della U2 per Pankow che in questi giorni diventerà familiare.
15 minuti di metro e usciamo nella piazza principale della città, anche se non è proprio come la immaginavo merita comunque una visita, è piccola e visto l’imminente Oktoberfest parte della zona è già transennata e gli stand sono in costruzione.

Da qui arriviamo ai piedi della torre della televisione per poi proseguire verso il “Der Regierende Bürgermeister von Berlin Senatskanzlei” ed arrivare fino al fiume Sprea, passeggiamo per qualche metro lungo fiume per attraversare poco dopo la Propststrasse con la sua splendida costruzione che ospita il “Museum Nikolaikirche”, una chiesa distrutta durante la seconda guerra mondiale e ricostruita negli anni ’80 adibendola a museo, girandoci intorno attraversiamo delle strade davvero caratteristiche; una vecchia Berlino che ci riporta indietro nel tempo. Torniamo così verso il fiume e successivamente rientriamo ad Alexanderplatz attraverso Alexanderstrasse, la serata si concluderà con una cena al Quy Nguyen, quello che diventerà il nostro ristorante berlinese preferito, ovviamente vegan al 100%.

Secondo giorno:

Da oggi inizia la visita vera e propria della città e la scoperta della cultura vegan berlinese.
Partiamo dal nostro hotel passeggiando lungo la Potsdamer Strasse per arrivare fino al Sony Center dove ci prendiamo un caffè per iniziare ad immergerci nella cultura locale, qui vicino ci accoglie poco dopo la splendida Potsdamer Platz che attraversiamo per dirigerci verso il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa.
Un memoriale molto particolare; una successione di cubi di cemento che creano un labirinto nel quale è inusuale camminare, ci si sente oppressi scendendo verso la parte centrale e si rischia spesso di scontrarci con altre persone che camminano come noi al suo interno. Un’opera particolare di un artista statunitense che rende bene l’idea del senso di oppressione. Qui vicino è presente anche l’Ambasciata Americana e poco più avanti la Porta di Brandeburgo, uno ei simboli della città, un punto di ritrovo per turisti, manifestanti e artisti di strada, una piccola parte di città molto viva e brulicante di gente.

Da qui è un attimo arrivare fino al Memoriale dei Sinti e dei Rom immerso nel Tiergarten, il polmone verde della città, ne approfittiamo per passare difronte al Palazzo del Reichstag che visiteremo l’indomani, per recarci a pranzo nella nuova e futuristica Berlin Central Station, qui sono presenti svariati ristoranti, noi ci rechiamo al Rice On! Berlin, un’ottima soluzione per un pranzo veloce, poco costoso e delizioso.

Tornando indietro ripassiamo sopra il fiume Sprea per raggiungere la Colonna della Vittoria, facendo una splendida passeggiata all’interno del parco, sia in andata che al ritorno. Attraversando nuovamente la Porta di Brandeburgo, percorriamo la Unter den Linden, la strada dei tigli nel cuore del quartiere MItte.
Passeggiamo lungo la strada fino a raggiungere la Cattedrale di Berlino che si trova sulla Bebelplatz, piazza resa famosa dalla brutta vicenda in cui i nazisti bruciarono i libri nel tentativo di distruggere la cultura del popolo.

Qui adesso si trova l’università di Berlino, poco più avanti tornando verso il fiume Sprea inizia l’Isola dei musei, patrimonio mondiale dell’Unesco, un luogo che a discapito della storia nazista, pullula di cultura e conoscenza.
Il Duomo di Berlino sulle sponde del fiume, difronte al Lustgarten, mostra ancora i segni del suo passato, è stato ricostruito e ristrutturato, ma i segni della guerra sono ancora ben visibili sulla facciata. Passeggiare nell’area dei musei è davvero piacevole, la zona è molto vivace e l’architettura interessante e affascinante.

James-Simon Park, nella sponda opposta del fiume è un parco cittadino frequentato da giovani e studenti. Da qui si raggiunge velocemente Alexanderplatz e il centro commerciale Alexa dove poter fare acquisti e mangiare, noi per la cena decidiamo di provare il ristorante vegano SOY, non il migliore in cui abbiamo mangiato, ma di sicuro nella top 5.

Terzo giorno:

Iniziamo la giornata con l’intenzione di passeggiare tra i negozi della Französische Strasse, ma essendo domenica è tutto chiuso a eccezione di bar e ristornati, onestamente non me lo aspettavo da una capitale europea, ma superato lo sgomento iniziale dedichiamo del tempo alla visita del Government District, nella cui piazza principale si trovano due strutture quasi uguali, si tratta del Französischer Dom e del Deutscher Dom, rispettivamente la sede del Hugenottenmuseum e dell’associazione storica di Berlino, non sono più luoghi di culto da molti anni.

Camminando lungo Friedrichstrasse arriviamo al famoso Checkpoint Charlie, una volta punto di passaggio dalla zona controllata dagli americani a quella controllata dai russi, un riferimento storico tra i più importanti della città, peccato che adesso sia poco più di una meta turistica inserita in un contesto piuttosto degradato, in più l’attuale checkpoint è una ricostruzione, posizionata qui a uso dei turisti. Quindi niente a che fare con il vero punto di scambio tanto contestato durante gli anni bui.

Poco distante si trova Topographie des Terrors, un museo costruito sulle macerie del quartier generale della Gestapo, adesso moderno centro di documentazione degli orrori del nazismo. Personalmente l’ho trovata una della location più interessanti di questa nostra vacanza berlinese; documentazioni storiche fotografiche di grande intensità e una guida turistica anche in italiano utilizzabile semplicemente collegandosi al wifi della struttura. Qui davanti c’è un ristorante ottimo per pranzare, il Yarok che offre cucina siriana, comprese pietanze vegan.

Dopo pranzo ci dirigiamo verso il Jüdisches Museum, una breve camminata ci porta all’ingresso di questo particolare museo contemporaneo, dove un tour emozionale regala delle esperienze sensoriali davvero particolari; Daniel Libeskind’s ha ideato un “viaggio” particolare all’interno di strutture con architettura moderna. Ho apprezzato sopratutto la stanza delle “Foglie cadute”, dove 10.000 volti in acciaio punzonato sono distribuiti sul pavimento permettendo al visitatore di camminarci sopra, un’esperienze sensoriale davvero toccante.
La Torre dell’Olocausto e il Giardino dell’Esilio sono altrettanto emozionanti, qualcosa che regala sensazioni contrastanti ben descritte nella piccola guida che viene consegnata al visitatore all’ingresso del museo, anche qui potete scaricare, tramite App, una guida in italiano che descrive bene le sensazioni trasmesse da ogni installazione.

Essendo domenica ci dirigiamo in metro e poi tram verso Mauerpark, dove ogni domenica si svolge un mercato delle pulci e dove si riuniscono migliaia di giovani in una sorta di rave party improvvisato con fiumi di alcol e uso evidente di droghe, dove si rilassano famiglie con bambini mescolate a personaggi in evidente stato di alterazione, tutti in armonia, una cosa a dir poco particolare…

Passiamo qui un po’ di tempo, per poi incamminarci lungo il Memoriale del Muro di Berlino, una parte poco frequentata dai turisti ma che personalmente ho apprezzato molto; il muro è ancora presente e ben conservato, il memoriale è arricchito da documenti storici fotografici e multimediali, il tutto liberamente fruibile.
In questa zona di Berlino molti hanno tentato di scavalcare il muro o di passarci sotto, storie di disperazione e tristezza.

Finiamo la serata con la visita del Palazzo del Reichstag, dove entriamo grazie ai biglietti gratuiti che ho prenotato in anticipo nel loro sito web, il palazzo è visitabile a orari prestabiliti, basta scegliere giorno e orario di ingresso per potete ammirare l’interno di questa particolare struttura e della sua incredibile cupola, la visita porta via un paio d’ore ed è caldamente consigliata.

Dietro alla sede del governo tedesco, si trova Stolperstein Tichauer, qui ogni sera vengono proiettate all’aperto immagini accompagnate da musica che intrattengono i visitatori seduti nella sponda del fiume Sprea.
Finiamo così il nostro terzo giorno a Berlino, una giornata ricca di emozioni contrastanti, di forti emozioni.

Quarto giorno:

Oggi attraverseremo a piedi gran parte di quella che fu Berlino ovest, una zona meno turistica ma che offre degli spunti molto interessanti.
Partendo dal nostro hotel, ci dirigiamo verso Viktoriapark, un parco cittadino non molto frequentato in questa stagione che ci ha permesso di vivere a stretto contatto con i “veri berlinesi “.
Il parco non è piccolo e lo rivisita velocemente, tutto il quartiere di Kreuzberg è accogliente e un po’ retrò, la location per noi più sorprendente è stata il supermercato Veganz di cui potete leggere qui la nostra recensione, un luogo di cui ci si innamora subito e una volta tornati a casa se ne sente la mancanza.

Finito il giro del supermercato, proseguiamo alla scoperta del quartiere passeggiando lungo la Baerwaldstrasse arrivando nella riva del Landwehrkanal, pranziamo da Attila Hildmann sulla Adalberstrasse, una zona non spettacolare ma molto reale, nessun turista in giro, si respira un’aria vera, una zona un po’ degradata ma molto affascinante. Bambini che giocano nel parco insieme a possibili spacciatori, una cosa del tutto normale qui a Berlino, nessuno se ne stupisce a parte noi.

Il quartiere è comunque molto interessante e ricco di murales e ristoranti vegan, la passeggiata scorre veloce arrivando ben presto sulla sponda del fiume Sprea, dove fa bella mostra di se il ponte Oberbaumbrücke che unisce il quartiere di Friedrichshain e quello di Kreuzberg, il ponte a due piani è un simbolo della città che anche noi attraversiamo per giungere alla East Side Gallery, dove è presente ancora oggi una porzione di oltre 1 km del muro ricoperta da murales di artisti provenienti da tutto il mondo, da visitare assolutamente. Si trova qui anche il The Wall Museum che però noi non visitiamo.

Proseguiamo così alla scoperta del quartiere di Friedrichshain, famosa area alternativa della città, mecca della cultura punk e alternativa, locali techno e ristoranti vegan ovunque, compresa la sede di un altro supermercato Veganz.
Per la cena seguiamo il consiglio di un amico e ci rechiamo al 1990 Vegan Living (Krossener Str. 19), una delle cene più gustose, il ristorante è carino e pieno di giovani berlinesi, molti studenti.
Finito il pasto prendiamo la metro per raggiungere il quartiere Tiergarten, per prenderci un caffè al Sony Center e rientrare a piedi al nostro hotel.

Quinto giorno:

Per questo quinto giorno decidiamo di andarcene dalla capitale e visitare una cittadina poco distante raggiungibile con il treno usando la nostra metro card; si tratta di Potsdam che raggiungiamo in una quarantina di minuti, prima con la metro S7 e dopo con il treno RE1, esperienza molto positiva anche l’utilizzo del treno tedesco.

Purtroppo il meteo ci riserverà un temporale davvero notevole che ci costringerà a lasciare Potsdam prima del previsto, ma intanto godiamoci la così detta Versailles Tedesca, definita così grazie ai parchi e ai palazzi tanto amati dal Re di Prussia.
Partiamo dalla stazione centrale da cui raggiungiamo, uscendo verso destra, il ponte sulla la Freundschaftinsel, un’isolotto nel bel mezzo al fiume Havel con un parco pieno di statue e piccole opere d’arte.

Superato il ponte arriviamo alla città vecchia vera e propria, iniziando la visita con il Parlamento dello Stato del Brandeburgo e alle sue spalle l’Altermarkt con la Nikolaikirche e l’altea Rathaus uno dei luoghi di culto più importanti della città.

Proseguendo oltre, passiamo per la Platz der Einheit, dove una volta era presente la Sinagoga più importante di Potsdam che fu distrutta dai nazisti nella famosa Kristallnacht del 9 novembre 1938. Pochi passi e arriviamo nella Bassinplatz, la piazza più grande della città, con la chiesa dei Santi Pietro e Paolo e alle sue spalle il Monumento ai caduti dell’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale.
A lato della piazza delle casette in mattoni rossi attraggono la nostra attenzione, si tratta dell’Holländische Viertel, il quartiere olandese, davvero ben tenuto e affascinante. Ci prendiamo un ottimo caffè in un bar italiano e continuiamo la passeggiata verso la Nauener Tor, una vecchia porta di accesso alla città, sopravvissuta ai bombardamenti degli alleati insieme alle altre due Jägertor e Brandenburger.

Attraversiamo la porta e percorriamo Friedrich-Ebert-Strasse con le sue splendide ville russe e poi la Puschkinallee, giungendo all’Alexandrowka, una colonia costruita dopo la disfatta della Prussia contro Napoleone, da vedere oltre alle caratteristiche case in legno la Alexander-Newski-Gedächtniskirche e lo Schloss Belvedere.

Ci lasciamo come ultima tappa, dopo un pranzo all’Old Town Hanoi Restaurant (Friedrich-Ebert-Straße 9), l’attrazione principale di Potsdam, ovvero lo splendido Parco Sanssouci, conosciuto come la Versailles tedesca.
La visita del solo parco può essere fatta in libertà senza acquistare nessun biglietto, necessario però se vogliamo entrare in uno o più palazzi presenti nel parco, oltre al Schloss Sanssouci, meriterebbero una visita anche il Neue Palais, la Orangerie e l’antico mulino, che noi ci limitiamo a vedere dall’esterno, insieme alla Chinese House.
A questo punto un temporale interrompe la nostra giornata e decidiamo di rientrare a Berlino per cambiarci i vestiti inzuppati e prepararci per la cena che faremo alla pizzeria Pizzare gustando un ottima pizza vegan in compagnia del proprietario italiano che non manca di fornirci informazioni su Berlino e su cosa potremo vedere in un prossimo viaggio nella capitale tedesca.

Sesto giorno:

Siamo arrivati al nostro ultimo giorno a Berlino, lasciamo le valige in albergo per poter trascorrere in comodità le ore che ci restano prima del volo che ci riporterà in serata Italia.
Iniziamo con la visita del Castello di Charlottenburg che raggiungiamo in metro, visitiamo in libertà il giardino dietro al castello e uno splendido laghetto che nonostante la giornata nuvolosa risulta essere davvero molto romantico e accogliente.

Finita la visita riprendiamo la metro per rientrare nel quartiere Mitte e pranzare in quello che è stato il nostro ristorante preferito in questa vacanza berlinese, ovvero il Quy Nguyen che troverete nella nostra VeganMap all’interno dell’App vegani in Viaggio. Una passeggiata post pranzo in mezzo a murales e sporcizia metropolitana, conclude la nostra giornata. Rientriamo in hotel per riprendere i bagagli attraversando un tratto di Bülowstrasse ricca di bei murales.

La metro ci riporterà in aeroporto per il nostro rientro a Pisa con volo Ryanair in ritardo di oltre 2 ore.


Dormire vegana Berlino!

Noi abbiamo optato per un albergo economico e per una colazione fai da te in camera, ma esistono sistemazioni vegan di tutto rispetto in città, ve ne consiglio alcune:

Almodovar Hotel Berlin

Hotel OTTO

ARCOTEL John F Berlin

a&o Berlin Mitte


Tiriamo le somme, ci è piaciuta Berlino?

La risposta non è affatto semplice; dal lato vegan la città è sorprendente, ho perso il conto di quanti ristoranti plant based abbiamo incontrato durante le nostre camminate, c’era l’imbarazzo della scelta sia per il pranzo che per la cena, in più anche i ristoranti classici hanno sempre e sottolineo sempre un menu vegan dedicato, quindi senza dubbio è una città perfetta per noi vegani, anche i mezzi pubblici sono sempre puntuali ed efficienti, sia la metro che i tram sono molto comodi, non abbiamo mai avuto bisogno di prendere l’autobus, ma non ho motivo di dubitare dell’efficenza dei mezzi su ruote.

Berlino si presenta bene nelle aree turistiche più famose, anche se ci sono diverse eccezioni, alcuni parchi poco curati e monumenti non perfettamente tenuti, una cosa che comunque gli si può perdonare almeno in parte, ma ripeto le attrazioni principali sono stupende, l’unica eccezione per noi è stata Alexanderplatz, forse mi aspettavo altro, ma mi ha davvero deluso.

E’ ancora marcato il divario tra Berlino est e Berlino ovest, nonostante siano passati anni dalla caduta del muro. Abbiamo passeggiato in aree secondarie e quartieri piuttosto disagiati, in alcuni casi ci siamo sentiti a disagio e siamo dovuti tornare indietro; alcuni parchi sono monopolizzati da spacciatori (ci hanno avvicinato in un paio di occasioni), stanno li con accanto bambini e famiglie che giocano, una cosa che onestamente mi è sembrata davvero strana.

Siamo stati vittima di un tentativo di scippo a una fermata della metro, persone organizzate per farlo, hanno bloccato me per tentare di prendere la borsa di mia moglie, per fortuna tutto è finito bene, grazie alla prontezza di riflessi di Barbara, ma abbiamo visto alcune persone cadere nel tranello con borse aperte e oggetti rubati, se visitate Berlino prestate attenzione a chi vi sta intorno, d’altronde chiunque può entrare nella metro vista l’assenza dei tornelli. E’ bello poter entrare e uscire senza doversi fermare ma chiunque può farlo.

Non è raro imbattersi in persone in evidente stato di alterazione, un degrado urbano abbastanza evidente in zone secondarie ma in alcuni casi anche in aree turistiche, sporcizia e “street art” volutamente messa tra virgolette perché spesso è tutto tranne che arte.
I bagni pubblici non esistono e se ci sono costano 1 euro, stesso discorso anche nei locali dove sono spesso a pagamento anche per i clienti!

Finisco col dire che Berlino merita di essere visitata, è affascinate e multietnica, lo merita anche Potsdam.
C’è però da prestare attenzione a dove si va, tutto ok nella zona centrale e nei monumenti principali, a parte l’esperienza del tentato scippo nella metro ad Alexanderplatz, ma spostarsi nella periferia e nei parchi necessita di attenzione maggiore, non ci sono poliziotti in giro a controllare, non li abbiamo mai visti ad eccezione del Palazzo del Reichstag e qualche altro punto strategico, forse sono in borghese?
Può essere, ma la sensazione avuta è stata di scarso controllo.

La domenica quasi tutti i negozi sono chiusi, centri commerciali compresi, la città è in totale relax e i giardini sono pieni di persone che si riposano, molti giovani.
L’integrazione è perfetta, almeno così sembra, la città ha perso la sua identità e sembra aver dato uno schiaffo al suo passato, caratteristica positiva che l’ha resa una città estremamente interessante e sopratutto piena di ristoranti etnici con uno spiccato gusto vegan!

Berlino è una città incredibilmente libera e liberale, quasi anarchica, dove il suo passato è ancora presente e ne ha fortemente influenzato il suo attuale stile di vita.

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