Rebels & Renegades: license plates Oklahoma

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Lo Stato degli OKIES (così vengono chiamati i suoi abitanti oggi)…lo STATO DEI SOONER, i coloni che giunsero qui, capaci di costruire una città nell’arco di una notte….ma anche lo Stato per eccellenza dei Nativi Americani…39 tribù vivono qui…in OKLAHOMA.
Il nome, molto particolare, deriva infatti dalle parole indiane OKLA e HUMMA, che significano letteralmente “persona rossa”.
Lo Stato, situato lungo la FRONTIER STRIP, è attraversato in lungo e in largo da quattro catene montuose, i MONTI WICHITA, l’ALTOPIANO DI OZARK, i MONTI ARBUCKLE e OUACHITA, che si aprono tra loro per lasciare spazio ad enormi praterie. La natura esplode in tutta la sua bellezza nella zona di GREEN COUNTY….ruscelli, boschi e laghi…la tipica atmosfera dei film dove i cowboy si imbattevano nelle imboscate degli indiani. Qui da non perdere assolutamente è il TOTEM POLE PARK, con i suoi meravigliosi colori. Ma la zona è anche famosa per ospitare le Capitali delle Nazioni CHEROKEE e OSAGE, che prendono il nome rispettivamente di TAHLEQUAH e PAWHUSKA.
La Capitale di Stato è OKLAHOMA CITY, città che ha saputo abbinare perfettamente edifici d’epoca a costruzioni moderne. Qui troverete, tra l’altro, un fantastico museo dedicato alla figura dei cowboys.
TULSA, invece, è una città molto più moderna e sempre in espansione…considerata la CAPITALE DEL PETROLIO…una statua dorata di uno scavatore, ve lo ricorderà.
GUTHRIE è l’antica Capitale e sembra essere rimasta in quei precisi anni.
Ma se volete vedere dal vivo qualcosa di veramente strano,  allora sarà necessaria una visita alla città di MUSKOGEE, per scovare l’ USS BATFISH, sottomarino della World War 2, spiaggiato su un comodo prato. E ancora a CATOOSA, per vedere la BLUE WHALE, la balena blu….ARCADIA, per una tappa indimenticabile da POPS, con la sua magica insegna al neon a forma di bottiglia e i suoi 700 tipi diversi di soda.
E per finire… il Capolavoro dello Stato…che non è una città…ma una strada…anzi, non è nemmeno questo, perché è riduttivo chiamarla strada…è LA STRADA, ovviamente parlo della MOTHER ROAD, la ROUTE 66, che qui in Oklahoma ha il suo tratto più lungo e che ispirò lo scrittore JOHN STEINBECK per il suo libro FURORE.
CLINTON dovrà essere una meta obbligatoria per visitare il ROUTE 66 MUSEUM.
Voglia di film? Oltre ad un numero imprecisato di western datati, vi posso segnalare volentieri CUORI RIBELLI, con la coppia CRUISE/ KIDMAN, DRIVE ANGRY con lo spericolato Nicolas Cage, il capolavoro THELMA&LOUISE e TWISTER.
Che la magia vi accompagni lungo la Route 66…o in quelle immense praterie popolate dai nativi…una cosa è certa…durante il viaggio capirete che OKLAHOMA IS OK!!❤🇺🇸

CARRIE UNDERWOOD “I AIN’T IN CHECOTAH ANYMORE”
Where sixty-nine meets forty
There’s a single-stoplight town
And back when I was really young
A part of that burned down
On any given Friday night
We’d drive a hundred miles
Between the Sonic and the grocery store
Laughing all the while
With as many friends as I could pack
In my daddy’s Ford
But I ain’t in Checotah anymore
My hotel in Manhattan
Holds more people than our town
And what I just paid for dinner
Would be a down payment on a house
I’d rather be tipping cows in Tulsa
Than hailing cabs here in New York
But I ain’t in Checotah anymore
I’m in a world so wide
It makes me feel small sometimes
I miss the big blue skies
The Oklahoma kind
In a world of long red carpets
The bright lights of Hollywood
All the paparazzi flashing
Could make a girl feel pretty good
You can get anything you want here
Except a Wal-Mart store
But I ain’t in Checotah anymore
I’m in a world so wide
It makes me feel small sometimes
I miss the big blue skies
The Oklahoma kind
Where the Wildcats beat the Iron heads
Old Settler’s Day and the Okra Fest
After prom, down at the bowling lanes
Catching croppy fish in Eufala lake
I ain’t in Checotah anymore
Oh, yeah
I’m in a world so wide
It makes me feel small sometimes
I miss the big blue skies
The Oklahoma kind
But I ain’t in Checotah
No, I ain’t in Checotah
Oh, there’s nothing like Oklahoma
Where sixty-nine meets forty
There’s a single-stoplight town

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Edo Cavaletti

Edo Cavaletti, è nato nel 1978, di professione gommista, conosciuto con il nickname Von Tyre, amante delle auto americane, delle Harley e delle Indian, collezionista di license plates e di modernariato americano, amante del sud degli Usa, innamorato del Tennessee e della musica country e rock…soda taster e picker …è un sognatore e crede negli ideali.

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