Day  8: Zion NP e Page

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Fin da quando ho pianificato questo viaggio, una delle tappe che mi ha intrigato di più è stata quella del parco Zion, me ne avevano parlato molto bene, e nonostante avessimo poco tempo da dedicargli, oggi avremmo tentato di viverlo il più possibile. Partiamo presto dall’albergo ripercorrendo la strada che ci aveva portati fino a Kanab, per tornare all’ingresso est del parco, dove arriviamo dopo una breve coda dovuta al solito controllo del pass o all’acquisto del biglietto.
Noi entriamo col nostro pass annuale e subito ci fermiamo al primo viewpoint che ci permette di ammirare il Checkerboard Mesa.


A dire il vero tutta la I-9 che attraversa il parco permette di godere di panorami incredibili; il rosso del terreno, mescolato al bianco di alcune rocce ed al verde della vegetazione è qualcosa di unico ed incredibile, per fortuna anche il cielo azzurro ci regala dei colori che neanche la macchina fotografica riesce a catturare fedelmente per quanto sono saturi e luminosi, inoltre, chi ha progettato la strada che permette di attraversare il parco, ha pensato bene di realizzarla con un asfalto di colore rosso, invece del solito grigio scuro, questo per non disturbare i colori naturali del parco, personalmente l’ho trovata una soluzione davvero interessante e rispettosa del luogo.

Poco dopo ci fermiamo per fare due passi nei pressi del Keyhole Canyon, essendo sabato, il traffico crea una coda non indifferente nei pressi del grande tunnel, uno dei simboli indiscussi del parco, parcheggiamo quindi la macchina lungo la strada in una insenatura adibita a parcheggio ed a piedi arriviamo velocemente, e senza difficoltà, fino all’inizio del trail Canyon Overlook, che in pochi minuti, a dire il vero non pochissimi, ci permette di arrivare in uno dei punti panoramici più belli di tutto lo Zion NP.
Il panorama che si apre ai nostri occhi è qualcosa di incredibile, lo so mi ripeto, ma qui non finiamo mai di stupirci.
Si impiega circa 1 ora e mezzo tra andata e ritorno per percorrere il trail, in alcuni tratti è un po accidentato, quindi indossate delle calzature adatte, ma la fatica verrà ampiamente ripagata da un panorama unico!

Rimaniamo in ammirazione per qualche minuto, per poi tornare indietro per riprendere l’auto ed imboccare il tunnel attraverso il quale scenderemo fino alla Zion Canyon Scenic Dr che però non possiamo percorrere, quindi torniamo indietro lungo la I-9 fermandoci poco dopo per ammirare il The Great Arch ed altri view point godibili direttamente dalla strada o parcheggiando l’auto negli appositi spazi per scendere e fare due passi dentro al parco.

Innumerevoli Harleysti disturbano un po la pace di questo luogo, ma fanno parte anche loro del mood di questa area e probabilmente rendono l’esperienza della visita del parco ancora più vera.
Torniamo indietro fino ad imboccare la Hwy 89 per dirigerci verso Page, pranzo veloce ad un Pizza Hat di Kanab, e poi via veloci lungo una delle strade più belle di questo viaggio.
La route 89A, si rivelerà molto scenografica lungo tutte le miglia che ci porteranno fino al Glen Canyon e successivamente verso Page.


Prima di arrivare alla meta finale, visitiamo il Marble Canyon ed il Ponte Navajo, una struttura davvero bella e letteralmente aggrappata sulle sponde del Colorado River. Parcheggiamo sulla sponda est, dove sono presenti anche dei nativi americani con le loro bancarelle, e percorriamo a piedi il ponte adibito al passaggio pedonale per goderci la maestosità del Colorado e del Marble canyon sul quale è nato il ponte.

Riprendiamo poi la macchina, tornando indietro poche miglia, per una visita al Glen Canyon.
Percorriamo così tutta la Honey Moon Trail/Lees Ferry Rd, passeggiando lungo le sponde del Colorado ed in alcuni view point posti lungo la strada. Arriviamo fino al Lees Ferry Boat, dove finisce la strada, per poi tornare indietro e recarci all’Horseshoe Bend, dove arriviamo poco dopo il tramonto.
Qui ci godiamo gli ultimi attimi di luce, per poi attendere la notte ed ammirare una Via Lattea sorprendente e sopratutto le stelle sopra ad uno dei punti panoramici che amo di più.

Pernottiamo a Page al Rodeway Inn, un albergo senza infamia e senza lode, ma secondo me troppo caro come tutte le strutture presenti a Page, mi dispiace dirlo ma nelle zone dei nativi americani è tutto molto più salato del normale e non mi riferisco al cibo.

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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"

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