F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica

F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica dell’esordiente Tiziano Brignoli è un esposizione caratteriale e letteraria dello scrittore americano simbolo dei Roaring Twenties.

Attraverso un’analisi psicologica e della vita di Fitzgerald, vengono spiegate le qualità dei suoi libri e quale valore culturale essi contenevano, su tutti: Il grande Gatsby e Tenera è la notte.
Per comprendere la letteratura di Fitzgerald, infatti, bisogna prima di tutto comprenderne il carattere e i momenti più salienti della sua carriera da scrittore. La storia d’amore passionale con Zelda e le conseguenti, reciproche gelosie; la volontà di segnare un’epoca americana con il proprio nome – culturalmente soprattutto; i viaggi in Francia e nella sofisticata Riviera Francese – posto in cui Fitzgerald trovò la massima ispirazione per la stesura di uno dei suoi romanzi più popolari.

Il suo periodo in Costa Azzurra, durante gli anni ’20, fu uno dei cardini più importanti di tutta la sua esistenza. Partecipò a numerose feste, più eleganti e raffinate rispetto a quelle spesso selvagge e sregolate nell’eccentrica New York. Conobbe amici, fra i quali lo stesso Hemingway, con il quale si confidava spesso circa i suoi dubbi da scrittore e il suo amore per la soleggiata Riviera. Infine, andò incontro ad un primo crollo nella sua turbolenta relazione con Zelda, regina delle flapper.

Il libro prosegue raccontando di amicizie, di dubbi e timori, di viaggi, di cambiamenti, e, come sempre, di scrittura, che per Fitzgerald era la cosa più importante.
Una sorta di grandezza epica non è una biografia, seppur contenga diversi connotati biografici e curiosi aneddoti, ma un vero e proprio puzzle caratteriale dello scrittore americano, intricato e complesso ma esposto in modo dettagliato e scorrevole.

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