Hudson yards, la nuova New York City

Un investimento di 25 miliardi di dollari, il più grande impegno edilizio dopo il Rockefeller Center costruito 80 anni fa; questa in sintesi la nuova area sorta nella zona ovest di Manhattan, dove un tempo c’erano solo depositi e scali ferroviari, un’area nata anche grazie alla Highline che ha il suo punto più a nord proprio qui, anche se a dire il vero in alcuni punti ci passa in mezzo, rendendo la passeggiata sopraelevata ancora più affascinante.
Il più grande progetto immobiliare privato della storia americana non poteva che vedere la luce a New York City, un’area definita smart la cui costruzione ha richiesto solo 6 anni. Composta da torri altissime piene di uffici, appartamenti lussuosi, alberghi, centri commerciali, scuole, art center, giardini e piazze, tutto costruito con standard che implementano nuovi livelli di efficienza energetica e rispetto della natura, aree verdi accoglienti e materiali di alta categoria ed ecologici, usati nella costruzione di ogni centimetro di questa pazzesca area metropolitana.

New York City è stato l’apice della crisi economica nel 2008 e 2009 e ha perso la gara per le olimpiadi del 2012, evento, quest’ultimo, che avrebbe visto la costruzione di un nuovo stadio e aeree per gli atleti proprio dove adesso sorge Hudson Yards, ma è stato questo evento mancato a portare in campo Steve Ross, l’immobiliarista autore del progetto.

La costruzione di quest’area ha costretto la città a investire oltre 6 miliardi di dollari per la realizzazione di una nuova linea della metro e dei servizi necessari, il rifacimento di avenue, street e spazi pubblici, portandosi dietro diverse critiche. Sembra però che questa zona appena nata porti con se 19 miliardi di dollari ogni anno al Pil per la City e 500 milioni di dollari come entrate tributarie, quindi sulla carta un ottimo investimento anche per la Grande Mela.

Hudson Yards ha riportato così la città fuori dal velo di polvere e vecchiaia che aveva aggredito New York City negli ultimi decenni, nuovi spazi commerciali e residenziali, nuove aree verdi e un’immagine futuristica degna della città più famosa degli Stati Uniti d’America. Questi nuovi edifici, tre dei quali superano i 300 metri di altezza offriranno spazi per 55.000 impiegati e diverse migliaia di residenti.

Dopo la rinuncia da parte di Amazon a costruire il nuovo quartier generale nel Queens, a causa delle proteste dei cittadini, Hudson Yards si presenta come l’Ultima Frontiera di New York, l’unica area nella quale Manhattan, un’isola ormai priva di aree vuote edificabili, poteva ancora espandersi, regalando così una nuova zona piena zeppa di tecnologie all’avanguardia pensata per ridurre al minimo gli sprechi energetici, una sorta di prototipo delle smart city del futuro, alla quale dovranno ispirarsi tutte le altre città importanti sparse per il pianeta.

Un nuovo primato per la città che per anni è apparsa agli occhi del mondo come la più futuristica del pianeta e che negli ultimi decenni aveva perso il suo smalto, qui è presente anche un’opera stilistica particolare ed eccentrica; un labirinto a forma di alveare fatto di scale che ricorda la grafica matematica di Escher e che è apparso subito com e il simbolo di Hudson Yards.
E’ possibile visitare l’area e salire sul Vessel, così si chiama, prenotandosi e aggiudicandosi gratuitamente i biglietti a questo link, qui sotto un video dedicato ad Hudson yards.

The following two tabs change content below.
Roberto Rossi
ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"
Roberto Rossi

Ultimi post di Roberto Rossi (vedi tutti)

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.