Old Trails Road

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Nel post di ieri abbiamo parlato della nascita di Cyrus Avery, il padre della Route 66, a cui dobbiamo anche una pesante rivoluzione nei sistemi di trasporto su strada di tutti gli USA.
La foto che vi propongo in questo post, risale a 11 anni prima la nascita della Route 66 e raffigura la National Old Trails Road con un’automobile (definita all’epoca carrozza senza cavalli) vicino a Holbrook, in Arizona, era il 1915 e come ben capite viaggiare in auto era veramente impegnativo per non dire folle.
La Route 66 fu la prima strada a unire molte delle aree rurali degli Stati Uniti d’America e insieme alla Lincoln Highway (la prima e più vecchia autostrada Coast to Coast americana) cambiò drasticamente il modo di viaggiare in tutto il paese.

Foto: Wikipedia – National Old Trails Road Association

Il tracciato

Parte del tracciato della Old Trails Road fu usato nella progettazione della Route 66 e le sue rotte sfruttate per unire alcune zone rurali del paese.
La Old Trails Road aveva un’estensione di 4983 km e secondo alcune mappe univa New York City a San Francisco dove l’associazione aveva i due quartier generale, anche se in origine a est iniziava da Baltimora nel Maryland e a ovest da Los Angeles. Probabilmente N.Y.C. e San Francisco furono aggiunte successivamente.
All’inizio non era niente di più di un tracciato percorso sia da carrozze che da automobili, includeva la National Road nata nel 1811 e la Santa Fe Trail del 1821, dei trail pionieristici risalenti al vecchio west a quella affascinate Wild America che racconto anche nel nuovo libro.

Foto: Wikipedia – National Old Trails Road Association

Il tracciato era noto anche come Ocean To Ocean Highway, ufficialmente venne inaugurato nel 1912, come dicevamo prima usò gran parte di sentieri già esistenti. La cosa curiosa è che anche la Route 66 sfruttò alcune sezioni della Old Trails Road, soprattutto tra Las Vegas in New Mexico e Los Angeles, successivamente anche la US-40, che nel tempo cancellò anche gran parte della Mother Road, ne riprese molte porzioni.
Quando la Route 66 venne cancellata ufficialmente dalle mappe USA, al tracciato californiano fu restituito il nome di Old Trails Road, anche se ormai la Route 66 era stata modificata più volte e il percorso originale della Old Trails Road era ormai perso. L’unica eccezione riguarda la porzione tra Barstow e Victorville che segue ancora oggi il percorso del 1925 ed è percorribile come parte integrante della Route 66.

Nei 12 stati che attraversa furono collocati nel 1928 dei monumenti alla Madonna in onore delle madri pioniere, ogni statua dal nome “Madonna del Sentiero” ha un’altezza di 5 metri e mezzo. Tutti i monumenti sono ancora visibili anche se molti non si trovano più nella posizione originale.
Si trovano a Springfield (Ohio), Wheeling (West Virginia), Council Grove (Kansas), Lexington (Missouri), Lamar (Colorado), Albuquerque (New Mexico), Springerville (Arizona), Vandalia (Illinois), Richmond (Indiana), Beallsville (Pennsylvania), Upland (California), Bethesda (Maryland).

Storia del percorso

Nel corso della sua vita la strada fu ammodernata e riallineata più volte per migliorare la percorrenza, arrivando anche ad asfaltarne molti tratti. Nel 1926, visto che le alcune parti del tracciato dell’ovest risultavano difficili da percorrere, furono piano piano abbandonate e mai asfaltate. Solo l’anno successivo ne furono asfaltate circa 1.300 km.

La maggior parte della strada che attraversava il deserto della California fu allargata e asfaltata alla fine degli anni ’20, anche se spesso si trattava di oliare semplicemente la strada e non di asfaltarla in modo completo. La cosa incredibile è che alcuni tratti di questo asfalto si possono ancora trovare in aree desertiche dello stato, anche se trovarle non è semplice visto che la documentazione a disposizione è davvero limitata. In California sopravvivono comunque alcune porzioni come piste percorse a bordo di Jeep che ormai ne hanno completamente distrutto l’aspetto originario.

Le città attraversate

Anche se come dicevamo, gran parte del percorso non esiste più, è nota la lista delle città che la Old Trails Road originaria attraversava:

  • Baltimora, Maryland
  • Washington DC
  • Frederick, Maryland
  • Hagerstown, nel Maryland
  • Cumberland, Maryland
  • Uniontown, Pennsylvania
  • Washington, Pennsylvania
  • Wheeling, Virginia Occidentale
  • Zanesville, Ohio
  • Columbus, Ohio
  • Springfield, Ohio
  • Dayton, Ohio
  • Eaton, Ohio
  • Richmond, Indiana
  • Indianapolis, Indiana
  • Terre Haute, Indiana
  • Marshall, Illinois
  • Effingham, Illinois
  • Vandalia, Illinois
  • St. Louis, Missouri
  • San Carlo, Missouri
  • Columbia, Missouri
  • Kansas City, Missouri
  • Olathe, Kansas
  • Osage City, Kansas
  • Council Grove, Kansas
  • Marion, Kansas
  • McPherson, Kansas
  • Great Bend, Kansas
  • Dodge City, Kansas
  • Garden City, Kansas
  • Trinidad, Colorado
  • Raton, Nuovo Messico
  • Santa Fe, New Mexico
  • Albuquerque, Nuovo Messico
  • Los Lunas, Nuovo Messico
  • Gallup, Nuovo Messico
  • Flagstaff, in Arizona
  • Needles, California
  • Barstow, California
  • San Bernardino, California
  • Los Angeles, California

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Roberto Rossi
ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"
Roberto Rossi

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