Jesse James, storia di un fuorilegge

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Il 5 settembre del 1847, nasceva vicino a Kearney in Missouri, Jesse James.
Conosciuto in tutto il mondo per essere stato uno spietato criminale dalla mira infallibile.
Si narra che le “Meramec Caverns” lungo la Route 66 fossero uno dei nascondigli usati per sfuggire più volte alla cattura; il luogo è ancora oggi meta di molti turisti che percorrono la Mother Road, anche se in realtà i cimeli di Jesse James furono messi li dal proprietario delle caverne, Lester Dill, per incentivarne la visita.

Chi era Jesse James

Fu una figura di spicco nel periodo successivo alla Guerra di Secessione.
La sua banda era composta dal fratello Frank, dai fratelli Jim e Robert Younger Cole, da William “Bloody” Anderson, dai fratelli Ed e Clell Miller, da William Clarke Quantrill, Archie Clement e Dave Pool.
James e i suoi, armati di fucili e pistole, divennero famosi in tutto il west, sia per le rapine in banca ma sopratutto per gli assalti ai toni che proprio inquietante quel periodo iniziavano la loro traversata in tutto il paese, grazie a pesanti investimenti e una spiccata voglia di ripartire e di distrarre l’opinione pubblica dalle lotte interne ancora presenti dopo la fine della guerra.
Nato il 5 settembre 1947 da un predicatore battista nello stato schiavista del Missouri, poco più che adolescente si arruola nell’esercito del sud raggiungendo il fratello maggiore Frank durante la Guerra di Secessione, una vera e propria guerra civile che vide scontrarsi i “bushwackers”, guerriglieri sudisti, e le forze unioniste.
La sua storia personale fu pesantemente influenzata da un evento che gli cambiò la vita:
Jesse vide i soldati del nord torturare per ore il nuovo marito della madre, il dottor Samuels, impiccandolo a un gelso e allentando la presa un attimo prima di ucciderlo, per farsi dire dove si nascondessero le forze sudiste.
Lui stesso venne frustato e decise di unirsi alla banda guerrigliera di Quantrill che operava contro l’Unione.
Non diventò, però, un fuorilegge qualsiasi; ebbe sempre l’ambizione di proporsi come una sorta di Robin Hood, combattendo con la pistola contro l’ingiustizia che lo ha coinvolto, e realizzare così la sua vendetta.
In più occasioni si rifiutò di derubare lavoratori e poveri, ma bensì raccoglieva soldi dagli assalti ai treni per poi ridistribuirli a chi ne aveva bisogno.
Restituì anche il portafoglio a un prete chiedendogli di “pregare per le nostre anime”, e l’ orologio d’oro al capotreno “perché guadagnato con la fatica e il sudore”.
James venne ucciso il 3 aprile del 1882 nella sua casa a St.Joseph, tradito da un nuovo membro della sua banda; un certo Robert Ford, a sinistra nella foto qui sotto insieme a Jesse.

Jesse sulla destra insieme al suo carnefice

Nel nuovo libro “Wild America, viaggio nel vecchio west“, viaggeremo in alcune delle location che hanno reso famoso Jesse durante i suoi attacchi ai treni che attraversavano il vecchio Wes.


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ROBERTO ROSSI (Arezzo 1971) si diploma in elettronica nel 1990, ma fin da subito manifesta il suo interesse per la fotografia ed i viaggi, anche grazie al papà fotografo ed a tanti amici viaggiatori. "Ricordo ancora quando da piccolo mi recavo nell'agenzia viaggi del mio paese a prendere le brochure appena arrivate, mi bastava aprirne una per iniziare a viaggiare con la mente. Poi per fortuna all'eta di 16 anni il mio primo viaggi in Marocco, da li un susseguirsi di emozioni ed avventure in tutto il mondo." Roberto ha sempre dimostrato un'attrazione particolare per gli USA, nazione che conosce profondamente, dalle grandi città dell'est, una su tutte New York City, ai grandi parchi dell'Ovest, non ultima la strada che lo ha cambiato per sempre, la Route 66, per la quale pubblica la sua prima opera "Route 66 il mito Americano" - edizioni Amazon, nel 2017. Artista, viaggiatore, motociclista, tutte passioni che esprime nel suo blog Vegani in Viaggio e nelle pubblicazioni ricche di foto e curiosità, ma sempre essenziali ed estremamente efficaci, niente di superfluo, tutto pensato per aiutare il viaggiatore. Vegano da molti anni, amante della Natura e degli animali, ha un amore particolare per i gatti con cui condivide da sempre la sua vita. La passione per la fotografia, i viaggi e la grafica (sua principale attività), regalano un mix sempre attento e funzionale in ogni opera realizzata, Roberto ama chiudere spesso i suoi racconti scritti o narrati con una frase che esprime tutta la sua passione per la vita e le avventure in giro per il mondo: "Buon viaggio a tutti voi, ovunque la vita vi porti!"

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